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PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO MARIANO DI NOSTRA SIGNORA DI BONARIA

DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
ALLE AUTORITÀ LOCALI

Cagliari, 24 aprile 1970

 

Questo incontro con le Autorità civili e militari di Cagliari e della Sardegna, vuole essere come l’ideale prosecuzione del saluto, che, al Nostro arrivo, mettendo piede su questa terra, abbiamo rivolto al Signor Presidente della Regione. Abbiamo già avuto modo di sottolineare, nel Nostro augurio, il mirabile sforzo che si è compiuto per il crescente sviluppo dell’Isola, su tutti i piani dell’umana attività. Se tale impegno è stato possibile, e potrà proseguire - come auspichiamo ardentemente - con ritmo non mai allentato, ciò è dovuto, ciò sarà dovuto alla vostra intelligente, solerte, provvida, instancabile attività al servizio della pubblica comunità.
Siamo pertanto lieti di questa occasione che ci permette di dirvi la Nostra stima per l’opera altamente saggia e benefica, che perseguite nell’adempimento delle vostre rispettive funzioni. E ci è caro ripetervi di persona, nella Nostra qualità di umile, ma autentico Vicario di Nostro Signore, la profonda gratitudine e il rispetto sincero che la Chiesa ha per l’autorità civile. Il Concilio Vaticano II, quasi sintetizzando l’intera dottrina teologica sull’argomento, ha tenuto a ribadire che, conforme all’esempio di Cristo Signore e degli Apostoli (Dignitatis humanae, 11), essa rispetta l’autorità e intende portare il suo contributo per la elevazione della società umana (Gaudium et spes, 42), pur nella rispettiva autonomia dei due campi religioso e civile. La Chiesa sa che «la comunità politica e l’autorità pubblica hanno il loro fondamento nella natura umana, e perciò appartengono all’ordine stabilito da Dio» (Ibid., 74); sa che «è dovere essenziale di ogni potestà civile tutelare e promuovere gli inviolabili diritti dell’uomo (Dignitatis humanae, 6); e desidera pertanto offrire la sua collaborazione all’autorità civile, perché questa è al servizio dell’uomo nel suo sviluppo terreno, nella visuale di quell’“umanesimo plenario” . . . . aperto verso l’Assoluto, nel riconoscimento di una vocazione, che offre l’idea vera della vita umana», che abbiamo cercato di delineare nella nostra Enciclica Populorum progressio (Populorum progressio, 42). La Chiesa non può mancare a questo dovere, perché, a sua volta, essa è al servizio di tutto l’uomo, della sua pienezza e umana e spirituale, a motivo della sua dignità di persona creata a immagine di Dio, inserita nel piano della Redenzione, per guidarlo alla sua destinazione eterna, in quello stato celeste, che sarà il supremo coronamento della sua dignità e delle sue aspirazioni.

Noi siamo certi che la vostra opera, dedicata al bene comune, si ispira costantemente a questi grandi principi. È giunto il momento di una sempre più stretta intesa per il bene spirituale dei popoli: un concetto di progresso, non rettamente inteso, minaccia di far dimenticare la vera statura dell’uomo, che è quella spirituale su cui si riflette il volto stesso di Dio; le concezioni materialistiche del mondo possono soffocare le più profonde aspirazioni dell’animo umano; un incontrollato edonismo sembra sommergere i valori più veri e genuini dell’uomo, minacciando soprattutto le giovani generazioni, e snervando negli animi le segrete risorse di generosità e di donazione. Se l’autorità civile, a sua volta, non sentisse in sé urgente il dovere di collaborare alla tutela dei sacri diritti dell’uomo - la sua libertà religiosa, la propria interiorità, la pace e la prosperità domestica, il diritto alla sana educazione dei figli - gravi pericoli si addenserebbero sull’orizzonte di una Nazione, come la storia insegna.
Vi ringraziamo, pertanto, per quanto avete fatto finora per la elevazione costante di questa diletta popolazione, con un’azione le cui tracce sono ben visibili, e di cui Noi stessi, oggi, abbiamo osservato la rilevanza e la serietà.
Continuate su quest’opera, con la ferma speranza di giorni sempre migliori; e vi assista nel vostro sforzo, tanto benemerito, la continua protezione del Cielo, di cui vuol essere pegno ed auspicio la Nostra particolare Apostolica Benedizione, che estendiamo con vivissimo affetto alle vostre singole, amatissime famiglie.

                          

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