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SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA  
 

 

Nel sec. XIII i Sommi Pontefici si servirono di officiali relatori (referendarii) per preparare la firma (signatura) delle suppliche e delle commissioni di cause di iustitia o di gratia agli uditori (cardinales auditores e cappellani auditores). Esiste un ufficio stabile della Segnatura da quando Eugenio IV (1471-84) demandò ai referendari stessi la firma di certe suppliche. La divisione di questa Segnatura, chiamata gratiae et commissionum sotto Sisto IV (1471-84), in due dicasteri era cominciata sotto Alessandro VI (4 magg. 1493) e fu compiuta da Giulio II (1503-13). Dalla fine del sec. XV ci sono dei Cardinali prefetti alle due Segnature, delle quali la Signatura iustitiae si trasformò in un vero tribunale. Il numero crescente dei referendari utriusque signaturae condusse in prassi alla formazione del gremio ristretto dei votantes, costituito da Alessandro VII (13 lu. 1659) in un collegio proprio da integrare sempre con i referendari semplici, i quali avevano soltanto voto consultivo. Con la creazione delle Congregazioni e con la crescente competenza della Rota e della Camera - le quali non avevano bisogno di commissioni speciali del Pontefice - le funzioni della Segnatura diminuirono, e diventò un tribunale anzitutto di cassazione (anche per le cause civili dello Stato pontificio: Regolamento del 10 nov. 1834 di Gregorio XVI). La Signatura gratiae, trasformata da Sisto V (22 genn. 1588) in una Congregazione, perdeva la sua importanza con lo sviluppo della Dataria, alla quale dai tempi di Clemente IX (1667-69) e nel sec. XVII passarono quasi tutte le concessioni di grazie.

San Pio X ricostituì (Cost. Sapienti Consilio e Lex propria S. R. Rotae et Signaturae Ap., 29 giu. 1909) una unica Segnatura Apostolica come Supremo Tribunale, trasformandola in un consesso di 6 Cardinali, dei quali uno fungeva da Prefetto. Ma col C.I.C. del 1917 il numero degli E.mi Membri della Segnatura è stato reso illimitato. Benedetto XV ricostituì il collegio dei votanti e quello dei referendari come organi consultivi del Tribunale (Chirogr. 28 giu. 1915).

Le competenze attuali del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica sono stabilite nella Costituzione Apostolica Pastor Bonus, del 28 giu. 1988, art. 121-125 e precisate nella Lex propria, artt. 32-35.

Per quanto riguarda la potestà strettamente giudiziaria la Segnatura Apostolica giudica: le querele di nullità, le richieste di restitutio in integrum contro le sentenze rotali; i ricorsi nelle cause sullo stato delle persone, che la Rota Romana rifiutò di ammettere a nuovo esame; le cause contro gli Uditori della Rota Romana per atti posti durante l’esercizio delle loro funzioni; i conflitti di competenza di cui al can. 1416. Quale Tribunale contenzioso-amministrativo dirime: le contese sorte per un atto di potestà amministrativa ecclesiastica, ad esso legittimamente deferite; in questi casi, oltre al giudizio di illegittimità, esso può anche giudicare, qualora il ricorrente lo chieda, circa la riparazione dei danni recati con l’atto illegittimo; le altre controversie amministrative ad esso deferite dal Romano Pontefice o dai dicasteri della Cura Romana; e il conflitto di competenza tra gli stessi dicasteri. In virtù della potestà amministrativa riguardante il foro giudiziario ad essa spetta: vigilare sulla retta amministrazione della giustizia; prorogare la competenza dei tribunali; promuovere ed approvare l’erezione dei tribunali di cui ai cann. 1423 e 1439. Altre attribuzioni le derivano dall’ordinamento giuridico dello Stato della Città del Vaticano e da taluni concordati (vedi ad es. Concordato con l’Italia art. 34, Concordato con il Portogallo art. 25, Concordato con la Repubblica Dominicana art. 16).

Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica consta di E.mi Cardinali ed Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi nominati dal Santo Padre. Uno di loro funge da Prefetto, e si giova dell’aiuto del Segretario.

Essa procede secondo la Lex Propria, che il Sommo Pontefice ha firmato il 21 giu. 2008 e che è stato pubblicata con le Lettere Apostoliche motu proprio date Antiqua ordinatione  in AAS (100) 2008, p. 513-538.

Circa il titolo e il vestito dei Rev.mi Promotore di Giustizia e Difensore del Vincolo, cfr. l'Istruzione della Segreteria di Stato Ut sive sollicite  del 31 mar. 1969.

 

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Prefetto:             Sua Eminenza Reverendissima
Cardinale Raymond Leo Burke
  
Segretario:   Sua Eccellenza Reverendissima
Mons. Frans Daneels, O. Praem.
Arcivescovo tit. di Bita

Segretario Aggiunto:   Sua Eccellenza Reverendissima
Mons. Giuseppe Sciacca
Vescovo tit. di Fondi

 

Premio "Mons. Arcangelo Ranaudo"
 
 

Palazzo della Cancelleria
Piazza della Cancelleria 1
00186 Roma
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fax 06.69.88.75.53

 

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