PELLEGRINAGGIO GIUBILARE 4-9 MAGGIO 2001
DOCUMENTAZIONE
[Aggiornamento: 20.04.2001]
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S I R I A Al-Suriyya
GRANDE MOSCHEA DEGLI OMAYYADI
Breve storia della Moschea 3000 A.C.: Tempio Arameo di Hadad 1° secolo: Tempio di Jupiter 193-211: Restaurata sotto Septimus Severus 379: Chiesa di S. Giovanni Battista sotto l'Imperatore Theodosius 636: Il muro sud diventa Moschea, condiviso con i Musulmani dopo la conquista Araba di Damasco 706-715: Il Califfo Omayyade Al-Walid costruisce la Grande Moschea nella forma attuale. I Cristiani vengono compensati con quattro siti permanenti altrove nella Città Vecchia. 1893: La Sala di Preghiera viene ricostruita dagli Ottomani dopo un incendio. Con la conquista Araba di Damasco (636), inizia l'appropriazione simbolica della Città con la costruzione di una piccola moschea ("masghid" in Arabo, luogo di adorazione) all'interno del temonos del tempio antico che già ospitava la Chiesa Teodosiana di S. Giovanni Battista. All'inizio del sec. VIII, il Califfo Omayyade Al-Walid controlla il Mediterraneo meridionale e si dedica al governo dei territori occupati. Ordina nel 706 la costruzione di una grande moschea, portata a compimento in meno di dieci anni, dopo aver fatto demolire gli edifici esistenti all'interno del recinto sacro, fra cui la Cattedrale di Damasco dedicata a S. Giovanni Battista (vedi la scheda informativa Cattedrale Greco-Ortodossa di Damasco [Inglese, Italiano]). Vengono risparmiate unicamente le tre torri trasformate in minareti distrutti e ricostruiti (Minareto di Gesù, detto anche Minareto Est, all'angolo dell'ex-Basilica di S. Giovanni Battista; Minareto di Qayt Bey, o Minareto Ovest; Minareto della Sposa, il più antico). L'edificio viene rivestito di marmi e mosaici a fondo oro per i quali il Califfo Omayyade si affida alle maestranze bizantine. La decorazione musiva, seconda le norme iconoclaste dell'Islam, non raffigura esseri umani ma solamente case, palazzi, motivi vegetali e corsi d'acqua. Si trattava in origine di oltre 4.000 mq, la più estesa decorazione a mosaico mai realizzata. Una parte è andata distrutta, e un'altra, nascosta sotto uno strato di intonaco con il progressivo acuirsi della tendenza iconoclasta nell'Islam, è stata riportata alla luce nel 1928. Quello che viene chiamata "Grande Moschea degli Omayyadi" non è solo il luogo del raduno per la preghiera e la predica del venerdì, ma tutto quanto c'è all'interno del recenti sacro, cioè un complesso di edifici: Sala di Preghiera, altre Sale e Madrasa ("scuole" coraniche e di epigrafia Araba). |
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