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SYNODUS
EPISCOPORUM XIII
ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana Questo Bollettino è soltanto uno strumento di
lavoro ad uso giornalistico. Edizione italiana
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02 - 05.10.2012 - PRESENTAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE - CALENDARIO DEI LAVORI SINODALI - INFORMAZIONE GENERALE SINODALE - LA CAPPELLA DEL SINODO - AVVISI PRESENTAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE Venerdì, 5 ottobre 2012 alle ore 10.30 nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi S.E.R. Mons. Nikola Eterović tiene un “Briefing” per fornire informazioni su senso e svolgimento dell’Assemblea sinodale. Riportiamo di seguito il testo della presentazione del Segretario Generale: Introduzione “Andate in tutto il mondo e proclamante il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). Con queste parole del Signore Gesù risorto, riportate nella parte conclusiva del Vangelo di san Marco, incomincia il tempo della missione della Chiesa. Essa esiste per evangelizzare, per annunciare sempre e dappertutto la Buona Notizia a tutti gli uomini di buona volontà. Il mandato rimane lo stesso, come lo stesso è Gesù Cristo “ieri e oggi e per sempre” (Eb 13,8), e il suo Vangelo, mentre cambiano i destinatari e le condizioni sociali, culturali, politiche e religiose in cui vivono. Il mandato missionario del Signore glorificato, vittorioso sul peccato e sulla morte, segnerà anche l’attività della ormai prossima XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Del resto, tale parola di Gesù Cristo ha guidato anche la riflessione del secondo capitolo dell’Instrumentum laboris intitolato “Tempo di nuova evangelizzazione”. Com’è noto, l’Assemblea sinodale avrà luogo dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Al riguardo è importante tenere uniti i due aspetti dell’argomento sinodale. Esso, infatti, indica che lo scopo della nuova evangelizzazione è la trasmissione della fede. D’altra parte, il processo della trasmissione della fede, che oggi in molti casi trova ostacoli di varia indole, si svolge nell’ambito della nuova evangelizzazione. La preparazione e lo svolgimento di un’Assemblea sinodale è un processo complesso ed esigente che richiede notevole attività nella Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi nell’organizzazione e, in particolare, per il coordinamento del concorso di numerose persone che partecipano all’Assise sinodale. In linea generale, in tale processo si potrebbero distinguere tre aspetti che si intrecciano mutualmente: dimensione spirituale, riflessione teologica pastorale e preparazione tecnica organizzativa. Dimensione spirituale La preghiera accompagna ed anima ogni attività sinodale. Del resto, il cristiano è invitato a pregare ininterrottamente (cfr 1 Tes 5, 17), seguendo l’esempio del Signore Gesù. A maggior ragione, una riunione di Vescovi, rappresentanti dell’episcopato del mondo intero, intorno al Vescovo di Roma e Presidente del Sinodo dei Vescovi, non si potrebbe svolgere se non in un ambiente di preghiera. La preghiera che ha accompagnato i lavori di preparazione, e che ha per icona il pellegrinaggio di Sua Santità Benedetto XVI a Loreto il 4 ottobre 2012, avrà un luogo preminente durante i lavori sinodali. In particolare, il Santo Padre presiederà quattro celebrazioni liturgiche. Con la solenne concelebrazione eucaristica del 7 ottobre inizierà la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi. Durante tale Eucaristia, Sua Santità dichiarerà dottori due santi della Chiesa: san Giovanni D’Avila e santa Ildegarda di Bingen. I lavori sinodali termineranno poi domenica 28 ottobre con la concelebrazione eucaristica di tutti i Padri sinodali e dei sacerdoti che hanno partecipato all’Assemblea. Domenica 21 ottobre, il Sommo Pontefice presiederà la Santa Messa di canonizzazione di 7 beati: Giacomo Berthieu, Pedro Calungsod, Giovanni Battista Piamarta, Maria del Monte Carmelo Sallés y Barangueras, Marianna Cope, Caterina Tekakwitha e Anna Schäffer. Particolare significato avrà l’Eucaristia dell’11 ottobre, in occasione del 50° dell’inizio del Concilio ecumenico Vaticano II e del 20° della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. In tale occasione, il Santo Padre Benedetto XVI darà inizio all’Anno della fede che terminerà nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il 24 novembre 2013. All’inizio dei lavori sinodali, i Padri sinodali invocano lo Spirito Santo, principale protagonista di ogni Assise sinodale. Ogni mattina la preghiera dell’Ora Media aprirà i lavori. Anche le riunioni pomeridiane saranno precedute da una breve orazione. I lavori saranno poi conclusi, la mattina e la sera con una cordiale invocazione alla protezione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa e Stella della nuova evangelizzazione. Accanto all’aula sinodale, nell’adiacente cappella, vi sarà il Santissimo sacramento, in modo da offrire ai partecipanti all’Assemblea sinodale, prima e dopo le riunioni, la possibilità di sostare in meditazione davanti al Maestro che continua ad inviare i suoi discepoli per le strade del mondo ad annunciare il Vangelo, la Buona Notizia anche per l’uomo contemporaneo. La Segreteria Generale ha ricevuto l’assicurazione di preghiere da parte di molti singoli e di comunità ecclesiali. A tutti siamo grati per tale importante supporto che, non c’è dubbio, rafforzerà i legami di comunione non solamente tra i Vescovi riuniti con il Santo Padre nell’Assemblea sinodale, bensì con tutti i membri del Popolo di Dio che seguono i lavori sinodali. II) Riflessioni teologico-pastorali Dopo che il Santo Padre Benedetto XVI aveva scelto il tema dell’Assise sinodale, in seguito alla consultazione dell’episcopato della Chiesa Cattolica, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha redatto i Lineamenta, documento di riflessione sull’argomento prescelto. Esso è stato redatto con l’aiuto del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale e con il concorso di alcuni esperti. I Lineamenta sono stati pubblicati il 4 marzo 2011. Gli organismi ecclesiali, con i quali la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha rapporti istituzionali, sono stati pregati di rispondere al Questionario dei Lineamenta entro il 1° novembre 2011. Dall’alto numero di risposte che ha raggiunto il 90,5 % si può constatare il grande interesse delle Chiese particolari e di altri organismi sull’argomento della riflessione sinodale. In particolare, le risposte sono state ripartite nel modo seguente: di 13 Chiese Orientali Cattoliche sui iuris hanno risposto 11, e di 26 Dicasteri della Curia Romana hanno risposto 25. Inoltre, la Segreteria Generale ha ricevuto la risposta anche dell’Unione dei Superiori Generali. Di 114 Conferenze Episcopali hanno risposto 93. Per quanto riguarda i singoli continenti le risposte corrispondono alle seguenti percentuali: al 100 % l’Oceania, al 95,8 % l’America, al 88,8 % l’Asia, all’81,25 l’Europa e al 66,6 % l’Africa. Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale ha analizzato tali risposte che sono state sintetizzate nell’Instrumentum laboris. Tale documento è stato reso noto il 19 giugno 2012. Dato che si tratta in realtà dell’Ordine del giorno dell’Assise sinodale, ogni Padre sinodale dovrà farne riferimento nel suo intervento. In tale modo la riflessione sinodale dovrebbe approfondire i temi già abbozzati apportando nuova luce su argomenti di grande attualità ecclesiale e sociale. Altri documenti hanno avuto importante ruolo nella preparazione dell’Assise sinodale. Si tratta, in primo luogo, delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI in vari suoi pronunciamenti. In questa sede, oltre alle catechesi sulla preghiera, mi sembra necessario ricordare due documenti di particolare rilievo. Si tratta di due Lettere Apostoliche in forma di Motu proprio. La prima è Ubicumque et semper del 21 settembre 2010, con la quale il Sommo Pontefice ha eretto il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. La seconda è Porta fidei, dell’11 ottobre 2011, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto l’Anno della fede. Entrambi i documenti sono stati pure recepiti nei documenti di preparazione dell’Assemblea sinodale. III) Preparazione tecnica organizzativa Secondo le norme dell’Ordo Synodi Episcoporum, all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi partecipano ex officio i Capi delle Chiese Orientali cattoliche sui iuris e dei Dicasteri della Curia Romana. Oltre i Padri sinodali di nomina Pontificia, gli altri Padri sinodali vengono eletti dalle rispettive Conferenze Episcopali, dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, se oltrepassano il numero di 25 Vescovi, come pure dall’Unione dei Superiori Generali che hanno diritto di eleggere 10 membri. La Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi deve coordinare il processo di ratifica da parte del Santo Padre dei Padri sinodali eletti. Ovviamente, nello svolgimento dei lavori sinodali di grande importanza è il personale tecnico coordinato dagli Officiali della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. IV) Partecipanti all’Assemblea sinodale Alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parteciperanno 262 Padri sinodali, il numero più elevato nella storia dei Sinodi. Dall’Europa provengono 103, dall’America 63, dall’Africa 50, dall’Asia 39 e dall’Oceania 7. La maggioranza dei Padri sinodali, precisamente 182, è stata eletta, 172 dalle Conferenze Episcopali e 10 dall’Unione dei Superiori Generali; 3 sono stati designati dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris; 37 partecipano ex officio, 40 sono stati nominati dal Santo Padre. Tra essi vi sono 6 Patriarchi, 49 Cardinali, 3 Arcivescovi Maggiori, di cui uno è Cardinale, 71 Arcivescovi, 120 Vescovi e 14 sacerdoti. Per quanto riguarda l’ufficio che svolgono, 10 sono Capi delle Chiese Orientali sui iuris, 32 Presidenti delle Conferenze Episcopali, 26 Capi dei Dicasteri della Curia Romana, 211 Ordinari e 11 Ausiliari. Com’è noto, il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato, sabato 22 ottobre 2011, Relatore Generale Sua Eminenza il Card. Dondald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (USA), e Segretario Speciale Sua Eccellenza Mons. Pierre-Marie Carré, Arcivescovo di Montpellier (Francia). In data del 29 giugno 2012, Sua Santità ha nominato tre Presidenti Delegati: Sua Eminenza il Card. John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina); Sua Eminenza il Card. Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), e Sua Eminenza il Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).All’Assemblea sinodale prenderanno parte anche 45 Esperti e 49 Uditori, uomini e donne, che sono stati scelti tra tanti specialisti e persone impegnate nell’evangelizzazione in tutti e cinque continenti. Ai lavori parteciperanno anche i Delegati fraterni, rappresentanti di 15 Chiese e comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Al riguardo, è importante far presente che Sua Grazia il dott. Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, interverrà nel corso dell’Assemblea sinodale. Inoltre, Sua Santità Bartolomeo I, Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico, prenderà parte alla solenne eucaristia dell’11 ottobre. Tali presenze apportano un notevole contributo ecumenico all’Assise sinodale. All’Assise sinodale prenderanno parte che 3 Invitati speciali: fratello Alois, Priore di Taizé (Francia), il Rev. Lamar Vest, Presidente dell’American Bible Society (USA) e il Sig. Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. Il dialogo con gli incaricati dei mezzi di comunicazione sarà assicurato regolarmente da 5 Addetti stampa, ognuno in una delle lingue dell’Assemblea sinodale. Essi incontreranno i giornalisti ogni giorno eccetto lunedì 8, giovedì 18, venerdì 26 e sabato 27 ottobre, quando sono previste le Conferenze stampa con la partecipazione dei Padri sinodali. Saranno d’aiuto ai Padri sinodali 32 Assistenti e 30 Traduttori. In tutto, alla XIII Assemblea Generale Ordinaria parteciperanno oltre 400 persone. V) Eventi di rilievo Dal programma dei lavori sinodali, approvato debitamente dal Santo Padre Benedetto XVI, risulta che sono previste 23 Congregazioni Generali e 8 Sessioni dei Circoli minori. Nella prima riunione, i membri dei 12 Circoli minori, divisi per le lingue ufficiali del Sinodo, sceglieranno un Moderatore e un Relatore. Come indica il nome, il Moderatore dovrà moderare le discussioni, mentre il Relatore dovrà esporre il contenuto essenziale dei risultati di tali discussioni nella Congregazione generale di venerdì 19 ottobre. Di vari eventi significativi, sembra opportuno segnalare quanto segue. - Nel primo giorno dei lavori, 8 ottobre, sono previste le relazioni del Segretario Generale e del Relatore Generale. Nella Sessione pomeridiana sono programmati brevi interventi di rappresentanti dell’episcopato dei cinque continenti sul tema dell’Assemblea sinodale. Essi dovrebbero indicare in sintesi come è stato percepito il tema sinodale nella realtà delle Chiese particolari dei singoli continenti. - Il 9 ottobre, nella Congregazione generale pomeridiana Sua Eminenza il Sig. Card. Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, riferirà sulla recezione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Verbum Domini, risultato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha avuto luogo nel mese di ottobre del 2008. - Mercoledì 10 ottobre, Sua Grazia il dott. Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, nella Congregazione generale del pomeriggio, si rivolgerà all’Assemblea per illustrare dal punto di vista anglicano la sfida della nuova evangelizzazione e della trasmissione della fede cristiana. - Venerdì 12 ottobre il Sig. Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, fornirà alcune riflessioni sul rapporto tra scienza e fede. Anch’egli interverrà nella Congregazione generale pomeridiana. I menzionati interventi dovrebbero animare la discussione libera che è prevista alla fine di ogni Congregazione Generale pomeridiana. Nel corso della celebrazione eucaristica dell’11 ottobre, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I rivolgerà un indirizzo al Vescovo di Roma Benedetto XVI e a tutti i partecipanti alla Santa Messa con la quale inizierà l’Anno della fede. All’inizio dei lavori, i Padri sinodali sceglieranno i membri della Commissione del Messaggio, composta da 12 membri, di cui il Presidente S. Em. R. Card. Giuseppe BETORI, Arcivescovo di Firenze e il Vice-Presidente Sua Eccellenza Mons. Luis Antonio G. Tagle, Arcivescovo di Manila (Filippine) sono stati nominati dal Santo Padre. Sua Santità nominerà altri due membri, mentre i restanti 8 saranno scelti dai Padri sinodali. Tale Commissione preparerà un Messaggio (Nuntius) che dopo l’approvazione dei Padri sinodali sarà pubblicato per informare il Popolo di Dio sui temi trattati nel corso dell’Assise sinodale. VI) Conclusione Considerata l’esperienza delle Assemblee sinodali precedenti, la metodologia sinodale, modificata dal Santo Padre Benedetto XVI nell’anno 2005, rimarrà sostanzialmente invariata. Pertanto, ogni Padre sinodale avrà a disposizione 5 minuti per fare il suo intervento nel corso delle Congregazioni generali. Durante la discussione libera, prevista in ogni Congregazione generale pomeridiana dalle ore 18 alle 19, ogni intervento dei Padri sinodali non durerà più di 3 minuti, per favorire una maggiore partecipazione alla discussione quale espressione della comunione e del senso collegiale. Gli interventi dei Delegati fraterni, degli Uditori e delle Uditrici non dovrebbero superare 4 minuti. I testi preparati dai partecipanti al Sinodo possono essere più lunghi e consegnati alla Segreteria Generale. Ad ogni modo, sarà pubblicato un breve riassunto, curato da ogni Padre sinodale, secondo le indicazioni del Vademecum. Il limite del tempo dovrebbe permettere ad un maggior numero di partecipanti all’Assise di intervenire e così arricchire ulteriormente la riflessione sinodale. Per facilitare il lavoro, e guadagnare tempo, anche nel corso della XIII Assemblea Generale Ordinaria saranno adoperati gli apparecchi di votazione elettronica. Tuttavia, considerando l’importanza delle votazioni delle Proposizioni, sarà mantenuta la prassi collaudata secondo la quale tale votazione sarà fatta sia per iscritto sia in modo elettronico. Occorre tener presente, tra l’altro, che le Proposizioni possono essere votate, per iscritto, anche dai Padri sinodali impediti a partecipare alla Congregazione generale in cui si svolge la votazione elettronica. Pertanto, i risultati ufficiali saranno quelli calcolati dall’apposita Commissione per lo scrutinio che verrà formata a suo tempo e che si occuperà dello spoglio delle schede cartacee. Il Calendario delle attività della XIII Assemblea Generale Ordinaria indica gli atti importanti ai quali si auspica la partecipazione corale dei Padri sinodali. L’assidua presenza nella preghiera, nell’ascolto e nella riflessione non mancherà di accrescere ulteriormente l’affetto collegiale tra i Vescovi, tra loro e il Vescovo di Roma, capo del collegio episcopale. Inoltre, la partecipazione ai lavori sinodali di qualificati membri del Popolo di Dio rafforzerà ancora di più i legami tra tutti i membri della Chiesa Cattolica. La presenza all’Assise sinodale di Delegati fraterni darà un rilevante aspetto ecumenico all’Assemblea sinodale. Esso sarà rafforzato dalla partecipazione del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bertolomeo I e da Sua Grazia dott. Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana. Insieme pregheremo che si realizzi quanto prima la preghiera del Signore Gesù: “perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). L’ingente opera di evangelizzazione e di nuova evangelizzazione del mondo attuale esige il concorso di tutte le Chiese e le comunità ecclesiali. Accompagniamo tale processo con la preghiera, con la testimonianza della vita cristiana e con il rinnovato dinamismo nel confessare, in comunione con il Santo Padre Benedetto XVI, 264° successore di san Pietro Apostolo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). [00001-01.06] [NNNNN] [Testo originale: italiano] CALENDARIO DEI LAVORI SINODALI 7 ottobre - Domenica 09.30 Solenne inaugurazione con Concelebrazione della Santa Messa in Piazza San Pietro 8 ottobre - Lunedì 09.00 - 12.30 1ª Congregazione Generale Saluto del Presidente Delegato Relazione del Segretario Generale RELAZIONE PRIMA DELLA DISCUSSIONE Interventi liberi 16.30 - 19.00 2ª Congregazione Generale Relazioni sui Continenti (5) Inizio della discussione generale 18.00 - 19.00 Interventi liberi 9 ottobre - Martedì 09.00 - 12.30 3ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 16.30 - 19.00 4ª Congregazione Generale Suffragio per l’elezione della Commissione per il Messaggio (I) Continuazione della discussione generale 17.30 Relazione sull’attuazione della “Verbum Domini” 18.00 - 19.00 Interventi liberi 10 ottobre - Mercoledì 09.00 - 12.30 Circoli minori (I Sessione) Elezione dei Moderatori e dei Relatori Dibattito sulla Relazione prima della discussione 16.00 Riunione dei Moderatori e dei Relatori 16.30 - 19.00 5ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 18.00 - 19.00 Interventi liberi 11 ottobre - Giovedì 10.00 Celebrazione della Santa Messa in Piazza San Pietro per l’Apertura dell’Anno della Fede e la Commemorazione del 50° anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II e del 20° anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica 16.30 - 19.00 6ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale Suffragio per l’elezione della Commissione per il Messaggio (II) 12 ottobre - Venerdì 09.00 - 12.30 7ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 16.30 - 19.00 8ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 18.00 - 19.00 Interventi liberi 13 ottobre - Sabato 09.00 - 12.30 9ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 16.30 - 19.00 10ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale18.00 - 19.00 Interventi liberi 14 ottobre - Domenica Non c’è Congregazione 15 ottobre - Lunedì 09.00 -12.30 11ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 16.30 - 19.00 12ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale 18.00 - 19.00 Interventi liberi 16 ottobre - Martedì 09.00 - 12.30 13ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale Audizione degli Auditori (I) 16.30 - 19.00 14ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale Audizione dei Delegati fraterni 18.00 - 19.00 Interventi liberi 17 ottobre - Mercoledì 09.00 - 12.30 15ª Congregazione Generale Continuazione della discussione generale Audizione degli Auditori (II) 16.30 -19.00 16ª Congregazione Generale RELAZIONE DOPO LA DISCUSSIONE Interventi liberi 18 ottobre - Giovedì 09.00 - 12.30 Circoli minori (II Sessione)Preparazione delle Proposizioni 16.30 - 19.00 Circoli minori (III Sessione) Preparazione delle Proposizioni 19 ottobre - Venerdì 09.00 - 12.30 17ª Congregazione Generale Presentazione in aula delle Relazioni dei Circoli minori Interventi liberi 16.30 - 19.00 Circoli minori (IV Sessione) Preparazione delle Proposizioni 19.00 Consegna delle Proposizioni alla Segreteria Generale 20 ottobre - Sabato 09.00 - 12.30 18ª Congregazione Generale Presentazione della bozza del Messaggio Elezione del Consiglio (I) Discussione del Messaggio 16.30 - 19.00 Non c’è Congregazione 21 ottobre - Domenica 09.30 Santa Messa con canonizzazione di alcuni Beati in Piazza San Pietro 22 ottobre - Lunedì 09.00 - 12.30 Non c’è Congregazione Unificazione delle Proposizioni da parte del Relatore Generale, del Segretario Speciale e dei Relatori dei Circoli minori 16.30 - 19.00 Non c’è Congregazione Unificazione delle Proposizioni da parte del Relatore Generale, del Segretario Speciale e dei Relatori dei Circoli minori 23 ottobre - Martedì 09.00 - 11.30 19ª Congregazione Generale Presentazione dell’ELENCO UNICO DELLE PROPOSIZIONI Elezione del Consiglio (II) 11.30 - 12.30 Circoli minori (V Sessione) Preparazione degli Emendamenti delle Proposizioni 16.30 - 19.00 Circoli minori (VI Sessione) Preparazione degli Emendamenti delle Proposizioni 24 ottobre - Mercoledì 09.00 - 12.30 Circoli minori (VII Sessione) Preparazione degli Emendamenti delle Proposizioni 16.30 - 19.00 Circoli minori (VIII Sessione) Preparazione degli Emendamenti delle Proposizioni 19.00 Consegna degli Emendamenti collettivi alla Segreteria Generale 25 ottobre - Giovedì 09.00 - 12.30 Non c’è Congregazione Studio degli Emendamenti collettivi alle Proposizioni svolto dal Relatore Generale insieme al Segretario Speciale e ai Relatori dei Circoli minori 16.30 - 19.00 Non c’è Congregazione Studio degli Emendamenti collettivi alle Proposizioni svolto dal Relatore Generale insieme al Segretario Speciale e ai Relatori dei Circoli minori 26 ottobre - Venerdì 09.00 - 12.30 20ª Congregazione Generale Presentazione e votazione del Messaggio Studio degli Emendamenti collettivi alle Proposizioni svolto dal Relatore Generale insieme al Segretario Speciale e ai Relatori dei Circoli minori 17.30 - 19.00 21ª Congregazione GeneralePresentazione dell’ELENCO FINALE DELLE PROPOSIZIONI 27 ottobre - Sabato 09.00 - 12.30 22ª Congregazione Generale Votazione sulle Proposizioni: Placet - Non Placet 13.00 Agape fraterna con il Santo Padre - Saluti 17.30 - 19.00 23ª Congregazione Generale Esito delle votazioni sulle Proposizioni Conclusione 28 ottobre - Domenica 10.00 Solenne Concelebrazione della Santa Messa a conclusione del Sinodo nella Basilica di San Pietro Città del Vaticano, 21 giugno 2012 Nikola Eterović Arcivescovo tit.di Cibale Segretario Generale [00002-01.05] [NNNNN] [Testo originale: latino] INFORMAZIONE GENERALE SINODALE Nello svolgimento dei lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II maturò il desiderio dei Padri del Concilio (manifestato nei Decreti Christus Dominus [N. 5] e Ad gentes [N. 29]) di mantenere vivo l’autentico spirito di collegialità, cioè la convinzione che il Papa nell’adempimento dell’ufficio di Pastore Universale della Chiesa, potesse esercitare in maniera più evidente e più efficace la sua unione con i Vescovi, Membri del medesimo ordine espiscopale del Vescovo di Roma. A questo scopo il Papa Paolo VI, con la Lettera Apostolica “Motu proprio” Apostolica sollicitudo del 15 settembre 1965 (AAS 57 [1965] 775-780), istituì il Sinodo dei Vescovi per tutta la Chiesa, frutto dell’esperienza conciliare, determinandone la struttura e il compito istituzionale: «La sollecitudine apostolica, con la quale, scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi del sacro apostolato alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della società, ci induce a rafforzare con più stretti vincoli la Nostra unione con i Vescovi "che lo Spirito Santo ha costituito per governare la Chiesa di Dio" (At 20,28)» (Introduzione di Apostolica sollicitudo). «Il Sinodo dei Vescovi, per il quale vescovi scelti nelle varie parti del mondo apportano al Supremo Pastore della Chiesa un aiuto più efficace, viene costituito in maniera tale che sia: a) una istituzione ecclesiastica centrale; b) rappresentante tutto l'episcopato cattolico; c) perpetua per sua natura; d) quanto alla sua struttura, svolgente i suoi compiti in modo temporaneo ed occasionale» (Capitolo I di Apostolica sollicitudo). «Al Sinodo dei Vescovi spetta per sua natura il compito di dare informazioni e consigli. Potrà anche godere di potestà deliberativa, quando questa gli sia stata conferita dal Papa; al quale spetta però in tal caso ratificare le decisioni del Sinodo. I fini generali del Sinodo dei Vescovi sono: a) favorire una stretta unione e collaborazione fra il Sommo Papa ed i vescovi di tutto il mondo; b) procurare una informazione diretta ed esatta circa i problemi e le situazioni che riguardano la vita interna della Chiesa e l'azione che essa deve condurre nel mondo attuale; c) rendere più facile l'accordo delle opinioni almeno circa i punti essenziali della dottrina e circa il modo d'agire nella vita della Chiesa. I fini speciali ed immediati sono: a) scambiarsi le opportune notizie; b) esprimere il proprio parere circa gli affari, per i quali il Sinodo volta per volta viene convocato» (Capitolo II di Apostolica sollicitudo). «Il Sinodo dei Vescovi è sottomesso direttamente ed immediatamente all'autorità del Papa» (Capitolo III di Apostolica sollicitudo). «Il Sinodo dei Vescovi può essere riunito in assemblea generale, in assemblea straordinaria e in assemblea speciale» (Capitolo IV di Apostolica sollicitudo). Alla Recita dell’Angelus Domini di domenica 22 settembre 1974 lo stesso Paolo VI ha dato la definizione del Sinodo dei Vescovi: “È un’istituzione ecclesiastica, che noi, interrogando i segni dei tempi, ed ancor più cercando di interpretare in profondità i disegni divini e la costituzione della Chiesa cattolica, abbiamo stabilito dopo il Concilio Vaticano II, per favorire l’unione e la collaborazione dei Vescovi di tutto il mondo con questa Sede Apostolica, mediante uno studio comune delle condizioni della Chiesa e la soluzione concorde delle questioni relative alla sua missione. Non è un Concilio, non è un Parlamento, ma un Sinodo di particolare natura”. Il fondamento teologico del Sinodo dei Vescovi è stato offerto dal Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, che nel Discorso al Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi del 30 aprile 1983 ha indicato il Sinodo dei Vescovi come “un’espressione e uno strumento particolarmente fecondo della collegialità dei Vescovi”. Si tratta di un’assemblea di Membri dell’episcopato cattolico, il cui compito è quello di aiutare con il consiglio il Papa nel governo della Chiesa universale, per quanto concerne la salvaguardia e l’incremento della fede e dei costumi, l’osservanza e la conferma della disciplina ecclesiastica e per studiare i problemi riguardanti l’attività della Chiesa nel mondo. Ciò avviene, come ha confermato Sua Santità Benedetto XVI nella Meditatio horae tertiae ad ineundos labores XI Coetus Generalis Ordinarii Synodi Episcoporum (AAS 97 [2005] 951), in un ambiente di amore scambievole, di aiuto reciproco, intesa anche quale condivisione, “correzione fraterna”, consolazione, che, in quanto “funzioni della collegialità”, sono “un grande atto di vero affetto collegiale”. Durante l’agape fraterna a conclusione della VII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il 30 ottobre 1987 nella Domus Sanctae Marthae in Vaticano, Giovanni Paolo II disse: “L'esperienza del Sinodo ha in sé qualche cosa del sacro; qualcosa del mistero della Chiesa. Si vive la realtà della Chiesa, la sua realtà anche ‘etnica’, la sua realtà diffusa, parola di Dio diffusa, ricevuta nei Paesi, nelle culture, nei continenti. Si vive tutto questo; si vive ascoltando i diversi locutori, i loro interventi. Si vivono le esperienze delle Chiese locali, esperienze molto diverse, qualche volta, esperienze molto dolorose, qualche altra esperienze difficili. E così, da tutti gli interventi dei padri, e, qualche volta insieme con i padri, anche da quelli dei nostri fratelli e sorelle laici, emerge un quadro, una visione: una visione della Chiesa. Ma non è solamente una visione, nel senso descrittivo, di come vive la Chiesa, la Chiesa realtà umana, realtà etnica, ma, nello stesso tempo, della Chiesa come mistero. E qui incomincia un punto, in cui l'esperienza del Sinodo, essendo profondamente esperienza religiosa, è difficile da trasmettere agli altri, da portare fuori; rimane, in un certo senso, dentro il Sinodo, rimane in noi, in quelli che vi hanno partecipato; tutti, tutti insieme la confermano, quella esperienza, e oggi parlano di quella esperienza del Sinodo, di quella esperienza della Chiesa. Ne parlano con grande gioia. È una nuova ricchezza che ci è stata data, a ciascuno di noi e a tutti noi vivere così durante quattro settimane l'esperienza della Chiesa che è popolo di Dio; si, popolo di Dio in cammino, ma, essendo popolo di Dio, è nello stesso tempo il corpo di Cristo. È un mistero”. Il Sinodo dei Vescovi, rappresentando, in qualche modo, tutto l’Episcopato cattolico, mostra in maniera peculiare lo spirito di comunione che unisce i Vescovi con il Papa e i Vescovi tra di loro. È luogo privilegiato in cui un’assemblea di Vescovi, soggetta direttamente e immediatamente alla potestà del Papa, manifestando l’affetto collegiale e la sollecitudine dell’Episcopato per il bene di tutta la Chiesa, esprime, sotto l'azione dello Spirito, il suo sicuro consiglio circa i vari problemi ecclesiali. Per istituzione spetta al Sinodo dei Vescovi dare informazioni, discutere sulle questioni proposte ed esprimere dei voti. In forma di Propositiones essi sono consegnati al Sommo Papa, affinché con l’aiuto del Consiglio ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, elabori, possibilmente, un documento postsinodale destinato a tutta la Chiesa. Tuttavia, il fatto che “il Sinodo abbia normalmente una funzione solo consultiva non ne diminuisce l'importanza. Nella Chiesa, infatti, il fine di qualsiasi organo collegiale, consultivo o deliberativo che sia, è sempre la ricerca della verità o del bene della Chiesa. Quando poi si tratta della verifica della medesima fede, il consensus Ecclesiae non è dato dal computo dei voti, ma è frutto dell'azione dello Spirito, anima dell'unica Chiesa di Cristo”. I INTRODUZIONE AL SINODO DEI VESCOVI Il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente voluta da Papa Paolo VI il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei Padri del Concilio Vaticano II di mantenere vivo lo spirito positivo generato dall’esperienza conciliare. Letteralmente la parola “sinodo”, derivata da due parole greche, syn che significa “insieme” e hodos che vuol dire “strada” o “via “, significa “camminare insieme”. Un Sinodo è un’assemblea o un incontro religioso in cui vescovi, riuniti intorno e con il Santo Padre, hanno l’opportunità di interagire e di condividere informazioni ed esperienze, nella ricerca comune di soluzioni pastorali che abbiano una validità e un’applicazione universali. Il Sinodo, in generale, può essere definito come un’assemblea di vescovi che rappresentano l’episcopato cattolico e che hanno il compito di aiutare il Papa nel governo della Chiesa universale dando il proprio consiglio. Papa Giovanni Paolo II ha definito il Sinodo come “un’espressione e uno strumento particolarmente fecondi della collegialità dei Vescovi” (Discorso al Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, 30 aprile 1983: L’Osservatore Romano, 1 maggio 1983). Ancor prima del Concilio Vaticano II stava sorgendo l’idea di una struttura che potesse fornire ai vescovi i mezzi per assistere, in un modo da definire, il Papa nel suo governo della Chiesa universale. Sua Eminenza il Cardinale Silvio Oddi, a quel tempo Arcivescovo e Pronunzio Apostolico nella Repubblica Araba Unita (Egitto), il 5 novembre 1959, avanzò la proposta di istituire un organo governativo centrale della Chiesa o, per usare le sue parole, “un organo consultivo”. Affermò: “Da molte parti del mondo giungono lamentele perché la Chiesa non ha un organo consultivo permanente, a parte le congregazioni romane. Pertanto dovrebbe essere istituito una sorta di ‘Concilio in miniatura’ che includa persone provenienti dalla Chiesa di tutto il mondo, che s’incontrino periodicamente, anche una volta all’anno, per discutere le questioni più importanti e per suggerire nuove possibili vie nell’operato della Chiesa. Un organo insomma che si estenda a tutta la Chiesa, come le Conferenze Episcopali riuniscono tutta o una parte della gerarchia di un paese o di più paesi. Altri organi, come ad esempio il C.E.L.A.M. (la Conferenza Episcopale dell’America Latina), svolgono la loro attività a beneficio di un intero continente”. Il Cardinale Bernardus Alfrink, Arcivescovo di Utrecht, scriveva il 22 dicembre 1959: “In termini chiari il Concilio proclama che il governo della Chiesa universale è di diritto esercitato dal collegio dei vescovi avente a suo capo il Sommo Pontefice. Ne consegue che, da una parte, la cura della Chiesa universale è responsabilità di ogni vescovo preso singolarmente, e che, d’altra parte, tutti i vescovi partecipano al governo della Chiesa universale. Questo può essere fatto non solamente attraverso la convocazione di un Concilio ecumenico, ma anche con la creazione di nuove istituzioni. Forse dei consigli permanenti di vescovi esperti, scelti in tutta la Chiesa, potrebbero essere incaricati di una funzione legislativa in unione con il Sommo Pontefice e i cardinali della Curia. Le Congregazioni romane conserverebbero solo il potere consultivo ed esecutivo”. Fu però Paolo VI, ancora Arcivescovo di Milano, a dare forza a queste idee. Nel discorso commemorativo in occasione della morte di Giovanni XXIII, faceva cenno ad una “consonante collaborazione del corpo episcopale non già all’esercizio (che certo resterà personale e unitario) ma alla responsabilità del governo della Chiesa intera”. Eletto Papa, nel discorso alla Curia Romana (21 settembre 1963), in quello d'apertura del secondo periodo del Concilio (29 settembre 1963) e in quello per la sua chiusura (4 dicembre 1963) ritornava sul concetto di collaborazione del corpo episcopale, i vescovi in unione con il Successore di Pietro. Alla fine del discorso inaugurale dell’ultimo periodo del Concilio Vaticano II (14 settembre 1965) Paolo VI dava egli stesso il lieto preannuncio del Sinodo dei Vescovi: “La seconda cosa è il preannuncio, che noi stessi siamo lieti di darvi della istituzione, auspicata da questo Concilio, d’un Sinodo dei Vescovi, che, composto da presuli, nominati per la maggior parte dalle Conferenze Episcopali, con la nostra approvazione, sarà convocato, secondo i bisogni della Chiesa, dal Romano Pontefice, per sua consultazione e collaborazione, quando, per il bene generale della Chiesa ciò sembrerà a lui opportuno. Riteniamo superfluo aggiungere che questa collaborazione dell’episcopato deve tornare di grandissimo giovamento alla Santa Sede e a tutta la Chiesa, e in particolare modo potrà essere utile al quotidiano lavoro della Curia Romana, a cui dobbiamo tanta riconoscenza per il suo validissimo aiuto, e di cui, come i vescovi nelle loro diocesi, così anche noi abbiamo permanentemente bisogno per le nostre sollecitudini apostoliche. Notizie e norme saranno quanto prima portate a conoscenza di questa assemblea. Noi non abbiamo voluto privarci dell'onore e del piacere di farvi questa succinta comunicazione per attestarvi ancora una volta personalmente la nostra fiducia, la nostra stima e la nostra fraternità. Mettiamo sotto la protezione di Maria Santissima questa bella e promettente novità”. L’indomani mattina, 15 settembre 1965, all’inizio della 128ª Congregazione generale, S.E. Mons. Pericle Felici, allora Segretario Generale del Concilio, annunziava la promulgazione del Motu Proprio Apostolica sollicitudo, con il quale il Sinodo veniva ufficialmente istituito. La principale caratteristica del Sinodo dei Vescovi consiste nel servizio alla comunione e alla collegialità dei Vescovi del mondo con il Santo Padre. Non si tratta di un organismo particolare con competenze limitate come ad es. le Congregazioni o i Consigli, bensì di un’istituzione avente l’assoluta competenza di trattare qualsiasi tema secondo la procedura stabilita dal Santo Padre nella lettera di convocazione. Il Sinodo dei Vescovi, con la sua Segreteria Generale permanente non fa parte della Curia romana e non dipende da essa; risponde direttamente e unicamente al Santo Padre, insieme al quale partecipa al governo universale della Chiesa. Anche se l’istituzione del Sinodo dei Vescovi ha carattere permanente, non è così per il suo funzionamento e la sua collaborazione concreta. In altre parole, il Sinodo dei Vescovi si riunisce e opera solo quando il Santo Padre ritiene necessario o opportuno consultare l’episcopato, che in sede sinodale esprime il proprio “saggio parere su argomenti di grande importanza e gravità” (Paolo VI, Discorso ai Cardinali, 24 giugno 1967). Il compito di ogni Assemblea sinodale ha quel carattere collegiale che l’episcopato mette al servizio del Santo Padre. Quando il Santo Padre accoglie le raccomandazioni o le decisioni di una determinata Assemblea, l’episcopato esercita un’attività collegiale simile, ma non uguale a quella che si esprime in un Concilio ecumenico. Questa è la diretta conseguenza di diversi fattori: la presenza di tutto l’episcopato, la convocazione da parte del Santo Padre e “l’unità dell’episcopato il quale, per essere uno, richiede un Capo del Collegio” (Giovanni Paolo II Pastores Gregis, 56), che sia il primo nell’ordine episcopale. II NOTE SUL PROCESSO SINODALE Per compiere la sua missione, il Sinodo dei Vescovi opera secondo una metodologia basata sulla collegialità, concetto che caratterizza ogni fase del processo sinodale, dall’avvio della preparazione fino alle conclusioni raggiunte in ogni assemblea sinodale. In poche parole, il metodo di lavoro alterna analisi e sintesi, le consultazioni delle parti interessate e le decisioni prese dalle autorità competenti secondo una dinamica di risposta che permette la verifica continua dei risultati e l’esame di nuove proposte. Ogni fase di questo processo si svolge in un clima di comunione collegiale. Già nella fase preparatoria il tema dell’assemblea sinodale è il frutto della collegialità. Il primo passo ufficiale nel processo di preparazione è la consultazione con le Chiese Cattoliche orientali sui iuris le Conferenze episcopali, i Capi dei Dicasteri della Curia Romana e l’Unione dei Superiori Generali per avere indicazioni sui possibili argomenti per il Sinodo. Di regola, nelle assemblee generali ordinarie, questa consultazione viene preceduta dal una richiesta informale ai padri sinodali verso la fine dell’Assemblea Generale sulle loro preferenze in questa materia. Tuttavia, in ogni caso, i vescovi sono tenuti a considerare i seguenti criteri: a. universalità dell’argomento, cioè riferimento e applicabilità a tutta la Chiesa; b. attualità e urgenza dell'argomento, in senso positivo, cioè efficacia nella promozione di nuove energie e nell'impulso verso una crescita della Chiesa; c. pastoralità, realismo e solida base dottrinale; d. esecutività, cioè possibilità di attuazione pratica. I suggerimenti su un tema - che devono includere i motivi della scelta - vengono classificati, analizzati e studiati durante un incontro del Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Quindi il Consiglio sottopone i risultati dell’incontro, con raccomandazioni pertinenti, al Santo Padre che prende la decisione finale sul tema da affrontare nell’assemblea sinodale. Nell’incontro successivo il Consiglio prepara le linee principali per presentare e sviluppare il tema sinodale in un documento chiamato Lineamenta. La stesura di questo documento rappresenta il lavoro congiunto dei membri del Consiglio, teologi che hanno una certa competenza sulla materia che sarà trattata nell’assemblea sinodale, e lo staff della Segreteria Generale che coordina i vari sforzi. Dopo aver esaminato il testo e aver apportato le necessarie modifiche, il Consiglio redige una versione finale che viene sottoposta al Santo Padre per l’approvazione. Il documento viene quindi tradotto nelle principali lingue del mondo ed inviato all’Episcopato al fine di generare, a livello locale, lo studio, il dibattito e la preghiera riguardo al tema sinodale. I Lineamenta (parola latina che significa “linee”, “tratti”) hanno per natura un’ampia destinazione e sono diretti a provocare su vasta scala osservazioni e reazioni. Quantunque i primi ed autorevoli destinatari dei Lineamenta siano ovviamente i vescovi e le Conferenze Episcopali, essi tuttavia hanno piena libertà di allargare la loro base di consultazione. Dopo aver riunito ed elencato suggerimenti, reazioni e risposte ai vari aspetti dell’argomento dei Lineamenta, i vescovi preparano una relazione che inviano poi alla Segreteria Generale entro una data determinata. Dopo aver ricevuto il suddetto materiale, il Consiglio della Segreteria Generale, sempre con l’aiuto di esperti sull’argomento, redige un altro documento detto Instrumentum laboris, che servirà da base e da punto di riferimento durante la discussione sinodale. Questo “documento di lavoro”, anche se pubblicato, è solo un testo provvisorio che sarà oggetto di discussione durante il Sinodo. Il documento non è una bozza delle conclusioni finali, ma solo un testo volto a incentrare la discussione sul tema sinodale. Dopo essere stato sottoposto e approvato dal Santo Padre, il documento viene tradotto nelle lingue principali e inviato ai vescovi e a quei membri che parteciperanno all’assemblea sinodale. A volte il Santo Padre ha permesso che il testo venisse pubblicato e avesse quindi una maggiore diffusione. Ad esempio, a partire dal 1983 questo è avvenuto per l’Instrumentum laboris di alcune assemblee sinodali. Dal 1983 l’Instrumentum laboris di ogni assemblea sinodale è stato reso pubblico per favorirne un’ampia diffusione. I delegati episcopali e gli altri membri leggono il documento per conoscerne i contenuti che poi verranno discussi durante l’assemblea sinodale. Grazie al lavoro preparatorio nelle Chiese locali, basato sui suddetti documenti, ovvero i Lineamenta e l’Instrumentum laboris, i padri sinodali possono illustrare all’assemblea sinodale le esperienze e le aspirazioni di ogni comunità, così come i frutti delle discussioni delle Conferenze Episcopali. Le sessioni di lavoro sinodale sono caratterizzate da tre fasi: a. Durante la prima fase ogni membro illustra la situazione nella sua Chiesa particolare. Ciò promuove uno scambio di fede e di esperienze culturali sul tema sinodale e contribuisce a fornire una visione iniziale della situazione della Chiesa, che comunque deve essere ulteriormente sviluppata e approfondita. b. Alla luce di queste presentazioni, il Relatore del Sinodo formula una serie di punti da discutere nella seconda fase, durante la quale tutti i padri sinodali si dividono in piccoli gruppi detti circoli minori, in base alla lingua parlata. Le relazioni di ognuno di questi gruppi vengono lette nella sessione plenaria. A questo punto i padri sinodali hanno la possibilità di porre domande per chiarire gli argomenti esposti e di fare commenti. c. Nella terza fase, il lavoro prosegue nei circoli minori con la formulazione di suggerimenti e osservazioni in una forma più precisa e definita, di modo che nei giorni conclusivi dell’assemblea si possano mettere ai voti proposte concrete. Il lavoro iniziale dei padri sinodali nei circoli minori consiste nel formulare varie proposte sulla base del dibattito nell’aula sinodale e delle relazioni dei Circoli Minori. Nei Circoli Minori i padri sinodali possono votare una proposta con un “placet” (sì) o un “non placet” (no). Le proposte dei circoli minori vengono poi raccolte dal Relatore Generale e dal Segretario Speciale e riunite in un Elenco unificato delle proposizioni che viene presentato dal Relatore Generale nella sessione plenaria. Quindi i Circoli Minori si riuniscono di nuovo per discutere le proposte. A questo punto i padri sinodali possono sottoporre all’attenzione del gruppo gli emendamenti individuali, che saranno usati nel comporre collettivamente gli emendamenti da votare alle proposte che si attendono da ogni gruppo. Il Relatore Generale e il Segretario Speciale esaminano questi emendamenti collettivi che possono incorporare o meno nell’Elenco finale delle proposizioni, sulla base della loro decisione che, in caso di rifiuto, deve essere spiegata in un documento chiamato Expensio modorum. L’Elenco finale delle proposizioni viene quindi presentato nella sessione plenaria, dopo di che l’opuscolo diviene la scheda dove ogni Padre sinodale può votare a favore o contro le proposizioni. Al termine di una assemblea sinodale, il Segretario Generale supervisiona l’archiviazione del materiale e la redazione della relazione sul lavoro sinodale per sottoporli al Santo Padre. Non esiste una norma stabilita circa il documento finale risultante dall’assemblea sinodale. Alla fine delle prime tre assemblee sinodali (Assemblee Generali Ordinarie del 1967 e 1971, e Assemblea Generale Straordinaria del 1969), le conclusioni furono sottoposte all’attenzione del Papa unitamente a delle raccomandazioni in risposta ai problemi presentati. Dopo la Terza Assemblea Generale Ordinaria del 1974, il Santo Padre stesso, tenendo in considerazione le proposizioni sinodali e le relazioni finali, scrisse l’Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi. Lo stesso processo è stato seguito nelle altre Assemblee Sinodali Generali Ordinarie (1977, 1980, 1983, 1987, 1990, 1994, 2001, 2005 e 2008), alle quali sono associate le Esortazioni apostoliche seguenti, rispettivamente Catechesi tradendæ, Familiaris consortio, Reconciliatio et pænitentia, Christifideles laici, Pastores dabo vobis, Vita Consecrata, Pastores gregis, Sacramentum caritatis e Verbum Domini. Al termine dell’Assemblea Speciale per l’Africa (1994), il Santo Padre promulgò l’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Africa che ha dato risultati positivi nelle iniziative pastorali in questo continente. A seguito della pubblicazione di un documento sull’impatto e l’attuazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale a livello della Chiesa locale, l’attenzione si è soffermata sulla organizzazione di una Seconda Assemblea Speciale. Il 13 novembre 2004 Papa Giovanni Paolo II ha annunciato la convocazione di una Seconda Assemblea speciale per l’Africa, che successivamente è stata confermata dal Santo Padre Benedetto XVI nel corso dell’udienza generale settimanale del 22 giugno 2005. Nel maggio 1997, nel corso di una visita pontificia in Libano, fu pubblicata l’Esortazione Apostolica Postsinodale per l’Assemblea Speciale per il Libano, Une espérance nouvelle pour le Liban, come parte integrante della fase celebrativa dell’Assemblea Speciale. Il 23 gennaio 1999, nel santuario di Nostra Signora di Guadalupe in Messico, fu promulgata dal Santo Padre l’Esortazione Apostolica post-sinodale per l’Assemblea Speciale per l’America Ecclesia in America. Il 6 novembre 1999 il Santo Padre firmò a Delhi, in India, l’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Asia. Nel corso della sua Visita Apostolica in Benin, che si è svolta dal 18 al 20 novembre 2011, il Sommo Pontefice ha firmato e presentato l’Esortazione Apostolica Post-sinodale Africae munus. L'Esortazione Apostolica Post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente è stata firmata e presentata durante la Visita Apostolica del Santo Padre in Libano, che si è svolta dal 14 al 16 settembre 2012. A partire dal Sinodo del 1987, vari Consigli della Segreteria Generale e il Segretario Generale sono stati collegialmente coinvolti nel processo che ha portato alla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale, il documento pontificio risultante dal Sinodo. È interessante conoscere la storia e lo sviluppo di questi Consigli. Fra la seconda e la terza assemblea sinodale, fu istituito un Consiglio consultivo per la Segreteria Generale, composto da 12 vescovi designati e da 3 di nomina pontificia. Tale Consiglio si riunì per la prima volta dal 12 al 15 maggio 1970; aveva il fine di facilitare la comunicazione con le conferenze episcopali e formulare l’ordine del giorno per l’assemblea successiva. Dopo questo incontro, ebbe inizio una consultazione dei vescovi di tutto il mondo volta a suggerire temi per le assemblee future (tale consultazione attualmente comincia nei giorni conclusivi dell’assemblea generale ordinaria). Da allora i consigli ordinari della Segreteria Generale, costituiti in ogni sinodo in vista della preparazione di quello successivo, sono diventati un elemento permanente del Segreteria Generale: - II Consiglio Ordinario (6 novembre 1971 - 27 settembre 1974); - III Consiglio Ordinario (26 ottobre 1974 - 30 settembre 1977); - IV Consiglio Ordinario (29 ottobre 1977 - 26 settembre 1980); - V Consiglio Ordinario (25 ottobre 1980 - 29 settembre 1983); - VI Consiglio Ordinario (29 ottobre 1983 - 1 ottobre 1987); - VII Consiglio Ordinario (30 ottobre 1987 - 30 settembre 1990); - VIII Consiglio Ordinario (28 ottobre 1990 - 2 ottobre 1994); - IX Consiglio Ordinario (29 ottobre 1994 - 25 aprile 2001); - X Consiglio Ordinario (26 ottobre 2001 - 2 ottobre 2005); - XI Consiglio Ordinario (15 ottobre 2005 - 5 ottobre 2008);- XII Consiglio Ordinario (21 ottobre 2008 - 7 ottobre 2012). Con l’avvento delle assemblee continentali o regionali, il Santo Padre decise di costituire durante le assemblee speciali Consigli post-sinodali mediante elezione e nomina: Di conseguenza, oltre al Consiglio post-sinodale ordinario, la Segreteria Generale dispone anche dei seguenti Consigli post-sinodali dalla loro data d’istituzione. Con la revisione dell’Ordo Synodi Episcoporum (2006), questi consigli vengono ora chiamati “Consigli Speciali”: - Consiglio post-sinodale per i Paesi Bassi (31 gennaio 1980); - Consiglio post-sinodale per l’Africa (8 maggio 1994); - Consiglio post-sinodale per il Libano (14 dicembre 1995); - Consiglio post-sinodale per l’America (12 dicembre 1997); - Consiglio post-sinodale per l’Asia (14 maggio 1998); - Consiglio post-sinodale per l’Oceania (11 dicembre 1998); - Consiglio post-sinodale per l’Europa II (22 ottobre 1999); - Consiglio post-sinodale per il Medio Oriente (22 ottobre 2010). Allo stesso modo, nella preparazione dell’assemblea speciale, il Santo Padre ha nominato un gruppo di vescovi, principalmente del continente e della regione in questione, a formare Consigli pre-sinodali. Questi Consigli durano dalla data della nomina fino al primo giorno dell’assemblea sinodale. Pertanto la lista dei Consigli pre-sinodali passati, in questa categoria, con le loro date di esistenza, è la seguente: - Consiglio pre-sinodale per l’Africa (6 gennaio 1989 - 10 aprile 1994); - Consiglio pre-sinodale per il Libano (24 gennaio 1992 - 26 novembre 1995); - Consiglio pre-sinodale per l’America (12 giugno 1995 - 16 novembre 1997); - Consiglio pre-sinodale per l’Asia (10 settembre 1995 - 19 aprile 1998); - Consiglio pre-sinodale per l’Oceania (7 giugno 1996 - 22 novembre 1998); - Consiglio pre-sinodale per l’Europa II (9 febbraio 1997 - 1 ottobre 1999); - Consiglio pre-sinodale per il Medio Oriente (19 settembre 2009 - 10 ottobre 2010). Come si può osservare, la metodologia collegiale è operativa nella fase iniziale (attraverso la scelta del tema), durante la preparazione (mediante l’elaborazione del tema nei Lineamenta) e la celebrazione dell’assemblea sinodale, fino alla pubblicazione del documento che è il frutto e il coronamento del Sinodo stesso. È quindi possibile dire che il Sinodo opera come organo collegiale attraverso il quale nella prima fase vengono prese in considerazione le esperienze di fede e di vita delle comunità cristiane; in seguito, nelle sessioni plenarie questi elementi vengono riepilogati e illuminati dalla fede, e infine, in spirito di comunione, vengono formulate delle proposizioni che il Santo Padre, principio di unità della Chiesa, restituisce alle Chiese particolari proprio come il sangue ossigenato scorre nuovamente nelle arterie per vivificare il corpo umano. Affinché questa collegialità possa esprimere pienamente il suo potenziale, deve esistere uno spirito altruista di collaborazione fra tutti coloro che sono chiamati a partecipare alla preparazione di un’assemblea sinodale, in particolare le Chiese cattoliche orientali sui iuris e le Conferenze episcopali che riuniscono i Pastori delle Chiese locali nelle quali la fede del Popolo di Dio è vissuta e sentita in tutta la sua forza e la sua ricchezza. La partecipazione collegiale degli organismi episcopali si esprime concretamente soprattutto attraverso le risposte ai Lineamenta. Più enti episcopali rispondono, più saranno ricchi e vari gli elementi che, rispecchiando fedelmente la vita delle Chiese locali, costituiscono autentici punti di riferimento per la stesura dell’Instrumentum laboris e per la discussione nell’aula sinodale. III PROSPETTO DELLE ASSEMBLEE SINODALI 1. I Assemblea Generale Ordinaria In sessione: 29 settembre - 29 ottobre 1967 Padri sinodali: 197 Tema: “La preservazione ed il rafforzamento della fede cattolica, la sua integrità, il suo vigore, il suo sviluppo, la sua coerenza dottrinale e storica” Papa Paolo VI ne fissò lui stesso gli scopi: “... la preservazione ed il rafforzamento della fede cattolica, la sua integrità, il suo vigore, il suo sviluppo, la sua coerenza dottrinale e storica”. Uno dei risultati dell’assemblea è stata la raccomandazione da parte dei padri sinodali, considerando la diffusione dell’ateismo, della crisi della fede e delle opinioni teologiche erronee nel mondo, di istituire una commissione internazionale di teologi per aiutare la Congregazione per la Dottrina della Fede, come pure per allargare un dibattito sugli approcci della ricerca teologica. La Commissione Teologica Internazionale fu effettivamente istituita da Papa Paolo VI nel 1969. Il Sinodo chiese anche una revisione del Codice di Diritto Canonico del 1917 con l’intenzione di dargli un carattere più pastorale e moderno nella sua formulazione. Il lavoro fu iniziato da Papa Paolo VI e portato a compimento sotto Papa Giovanni Paolo II con la promulgazione nel 1983 del nuovo Codice di Diritto Canonico. Si discusse della necessità che le Conferenze Episcopali svolgessero un ruolo più importante nel rinnovamento dei seminari e nella formazione sacerdotale. Alcune delle procedure concernenti i matrimoni misti, raccomandate dall'Assemblea, furono approvate dal Papa nel 1970. Vennero inoltre esaminati diversi aspetti riguardanti la riforma liturgica, molti dei quali furono poi realizzati quando il Nuovo Ordo della Messa divenne effettivo nel 1969. Si discusse della necessità che le Conferenze Episcopali svolgessero un ruolo più importante nel rinnovamento dei seminari e nella formazione sacerdotale. Alcune delle procedure concernenti i matrimoni misti, raccomandate dall'Assemblea, furono approvate dal Papa nel 1970. Vennero inoltre esaminati diversi aspetti riguardanti la riforma liturgica, molti dei quali furono poi realizzati quando il Nuovo Ordo della Messa fu approvato e divenne effettivo nel 1969. 2. I Assemblea Generale Straordinaria In sessione: 11 ottobre-28 ottobre 1969 Padri sinodali: 146 Tema: “La cooperazione tra la Santa Sede e le Conferenze Episcopali” Questa Assemblea Generale Straordinaria aveva all’ordine del giorno la ricerca e lo studio di vie e mezzi per mettere in pratica la collegialità dei vescovi con il Papa, un tema al quale venne data grande attenzione nelle dichiarazioni sulla Chiesa formulate durante il Concilio Vaticano II. Quest’assemblea ha aperto la via ad una più vasta partecipazione dei vescovi con il Papa e dei vescovi tra loro alla cura pastorale della Chiesa universale. In questa assemblea l’enfasi fu posta principalmente su due punti fondamentali: 1. la collegialità dei vescovi con il Papa; 2. le Conferenze Episcopali nella loro relazione con il Papa e con i singoli vescovi. Varie raccomandazioni vennero presentate al Santo Padre e tre di esse vennero immediatamente prese in considerazione: 1. che il Sinodo si riunisse ad intervalli regolari: prima ogni 2 anni, in seguito ogni 3 anni; 2. che la Segreteria Generale potesse procedere ad un lavoro organizzato e funzionale nel tempo fra le sessioni sinodali; 3. che fosse permesso ai padri sinodali di suggerire argomenti per le future assemblee. Un Consiglio della Segreteria venne istituito tra la seconda e la terza assemblea sinodale, composto da 12 vescovi eletti e da 3 designati dal Santo Padre. Il Consiglio si riunì per la prima volta dal 12 al 15 maggio del 1970 con l’intento di facilitare le relazioni con le Conferenze Episcopali e di formulare l’ordine del giorno dell’assemblea successiva. Dopo questa riunione cominciò la consultazione generale dei vescovi di tutto il mondo per fissare il tema delle future assemblee. Questa consultazione ora comincia negli ultimi giorni dell’assemblea sinodale. Da allora il Consiglio della Segreteria Generale, eletto da ogni Sinodo in vista della preparazione del Sinodo successivo, è divenuto un aspetto permanente della Segreteria Generale. 3. II Assemblea Generale Ordinaria In sessione: 30 settembre - 6 novembre 1971 (la più lunga fino ad oggi) Padri sinodali: 210 Tema: “Il sacerdozio ministeriale e la giustizia nel mondo” I padri sinodali, nel corso della discussione, elogiarono i sacerdoti in tutto il mondo per la loro dedizione, nel ministero, alla Parola e al sacramento, come pure la loro opera pastorale nell’apostolato. Nello stesso tempo, si diede attenzione alle varie difficoltà che i sacerdoti incontravano nel loro ministero. I padri sinodali, inoltre, parlarono del tema della giustizia ribadendo la necessità di riferire il Vangelo alle circostanze mondiali e locali. Come risposta, essi abbozzarono un programma di 8 punti per un’azione internazionale e raccomandarono che la Chiesa a livello locale promuovesse l’educazione e la collaborazione ecumenica nel campo della giustizia. 4. III Assemblea Generale Ordinaria In sessione: 27 settembre - 26 ottobre 1974 Padri sinodali: 209 Tema: “L’evangelizzazione nel mondo moderno” In questa assemblea i padri sinodali misero di nuovo in rilievo l’essenziale carattere missionario della Chiesa e il dovere di ogni membro della Chiesa di dare testimonianza a Cristo in tutto il mondo. In questo contesto, l’argomento allora diffuso della “liberazione” fu collegato all’opera di evangelizzazione nel cercare di liberare popoli e persone dal peccato. Le raccomandazioni e le proposte che i padri sinodali sottoposero al Santo Padre furono utilizzate nella formulazione dell’Esortazione Apostolica “Evangelii nuntiandi” dell’8 dicembre 1975. 5. IV Assemblea Generale Ordinaria In sessione: 30 settembre - 29 ottobre 1977 Padri sinodali: 204 Tema: “La catechesi nel nostro tempo” I padri sinodali trattarono il tema della catechesi nel nostro tempo con particolare riferimento ai bambini e ai giovani. Essi presentarono al Papa una serie di 34 proposte o proposizioni e più di 900 suggerimenti sul tema in questione. Nelle proposizioni furono trattate 6 aree generali: l’importanza del rinnovamento catechetico, la natura della vera catechesi, le persone coinvolte nella catechesi, la necessità continua di una catechesi per tutti i cristiani; i mezzi o i canali della catechesi e gli aspetti particolari relativi alla catechesi.In quella occasione i padri sinodali, per la prima volta, pubblicarono una dichiarazione sinodale intitolata Messaggio al Popolo di Dio. I padri sinodali in tale Messaggio ribadirono che Cristo è il centro della salvezza e quindi della catechesi. Allo stesso tempo misero in evidenza che tutti i cristiani hanno la responsabilità di portare Cristo al mondo. Poco dopo la conclusione di questo Sinodo, Papa Giovanni Paolo II pubblicò l’Esortazione Apostolica “Catechesi tradendae” del 17 ottobre 1979, che si avvalse di un gran numero di riflessioni e di proposte dei padri sinodali. 6. Assemblea Speciale per i Paesi Bassi In sessione: 14-31 gennaio 1980 Padri sinodali: 19 Tema: “La situazione pastorale nei Paesi Bassi” Il “Sinodo particolare per i Paesi Bassi”, come venne chiamato, o popolarmente conosciuto come “Sinodo Olandese”, è di fatto, secondo il Codice di Diritto Canonico (can. 345), promulgato nel 1983, la prima Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi. Questa assemblea sinodale, svoltasi in Roma, trattò della concezione del Concilio Vaticano II del mistero della comunione della Chiesa e delle sue implicazioni pratiche, sia nell’ambito locale che in quello universale, concentrandosi sulla figura del vescovo come Maestro della Fede e Pastore delle anime, nella sua diocesi e nella Conferenza Episcopale. Al termine, l’assemblea adottò risoluzioni concernenti il sacerdozio ministeriale, la vita religiosa, la partecipazione del laicato alla missione della Chiesa, i sacramenti, l’Eucaristia e la confessione, la liturgia, la catechesi e l’ecumenismo, tutto fondato sugli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Un Consiglio sinodale, appositamente costituito alla fine di questa Assemblea sinodale, si riunisce periodicamente con la Segreteria Generale per continuare a valutare la situazione pastorale e per promuovere l’applicazione delle risoluzioni sinodali. Anche se, tecnicamente, questo Sinodo sia ancora vigente, esso non si è più riunito dal 10-11 novembre 1995. 7. V Assemblea Generale Ordinaria In sessione: 26 settembre - 25 ottobre 1980 Padri sinodali: 216 Tema: “La famiglia cristiana” Questo Sinodo riaffermò l’insegnamento della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio e i contenuti dell'Enciclica Humanae vitae. I padri sinodali durante questa Assemblea redassero un Messaggio alle famiglie cristiane nel mondo moderno e proposero una Carta dei diritti della famiglia, che Papa Giovanni Paolo II concretizzò il 22 ottobre 1983. Il 22 novembre 1981 il Papa pubblicò anche l’Esortazione Apostolica “Familiaris Consortio”, frutto della discussione e delle proposte dell’assemblea. 8. VI Assemblea Generale Ordinaria In sessione: 29 settembre - 29 ottobre 1983 Padri sinodali: 221 Tema: “La penitenza e la riconciliazione nella missione della Chiesa” L’Assemblea sinodale e il tema coincisero con l’Anno Santo
“straordinario” proclamato dal Santo Padre per commemorare il 1950°
anniversario della Redenzione del mondo mediante la morte di Cristo.
Durante l’assemblea i padri sinodali trattarono gli argomenti
inerenti al tema mettendo in luce la necessità di applicare i frutti
della Redenzione di Cristo alla vita di ogni persona e quindi alla
società. In un documento pubblicato dall’assemblea i padri sinodali
invitarono il mondo alla “riconciliazione” e proclamarono “la Chiesa
come sacramento di riconciliazione e segno della misericordia di Dio
per il peccatore”. Il lavoro svolto dai padri sinodali durante
questo Sinodo servì da base all’Esortazione Apostolica
post-sinodale “Reconciliatio et paenitentia” del 2 dicembre
1984, che per la prima volta venne chiamato documento
“post-sinodale”. LA CAPPELLA DEL SINODO Il progetto e gli arredi della Cappella del Sinodo si propongono di comunicare e celebrare i concetti teologici di comunione e collegialità che stanno alla base del Sinodo dei Vescovi, che si riunisce in assemblea, cum Petro et sub Petro. Pertanto, il Collegio Episcopale figura largamente nel progetto e nelle decorazioni artistiche della Cappella, traendo ispirazione, in particolare, da due fondamentali passi biblici, Atti degli Apostoli 2, 1-4 e Giovanni 20, 19-29, che trattano entrambi della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti. Sebbene la Chiesa sia stata generata misticamente con la crocifissione di Cristo, scaturendo, secondo Sant’Agostino, come la nuova Eva dalla costola del nuovo Adamo, essa ha coerentemente insegnato che la prima venuta della Chiesa stessa nel mondo si realizzò nel giorno della Pentecoste, quando lo Spirito Santo discese sotto forma di lingue di fuoco sugli Apostoli, riuniti con Maria, Madre di Gesù, nella stanza superiore o Cenacolo. Dal momento che questo è un evento particolarmente potente nella vita del Collegio Episcopale in quanto gruppo, e quindi della Chiesa, il progetto della Cappella intende ricreare sul piano visivo l’esperienza della Pentecoste (cfr. At 2, 1-4). La vetrata istoriata ovale del soffitto rappresenta lo Spirito Santo sotto forma di colomba su uno sfondo dorato triangolare che richiama la Santissima Trinità, fonte di comunione nell’episcopato e nella Chiesa nel suo complesso. L’effetto creato dal vetro, di varie tonalità di rosso, giallo e arancio, sottolinea la discesa dello Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco che resero gli Apostoli eloquenti testimoni di Cristo. Le caratteristiche di luminosità e di calore del fuoco corrispondono altresì all’illuminazione (saggezza) e alla forza (zelo), elementi che caratterizzarono la missione di Pietro e degli Apostoli. Lo Spirito Santo continua a essere la forza dinamica nella missione pastorale del Papa e del Collegio Episcopale, in particolare nella celebrazione del Sinodo. Secondo le testimonianze bibliche, il Cenacolo, o stanza superiore, cioè il luogo della discesa dello Spirito Santo, come si è visto più sopra, era anche la sala dove Gesù celebrò la cena di Pasqua durante la quale istituì i Sacramenti del Sacerdozio e dell’Eucaristia. L’ambientazione nel Cenacolo diventa pertanto un simbolo non soltanto della condivisione della dignità episcopale, ma anche del principio della sua unità. Questi concetti di comunione e di collegialità sono indicati dagli arredi posti direttamente sotto la vetrata che raffigura lo Spirito Santo: un inginocchiatoio centrale richiama il Santo Padre, Successore di San Pietro, circondato da panche e inginocchiatoi che simboleggiano gli altri undici Apostoli. La disposizione delle sedie in un ovale, invece del normale allineamento consecutivo dei banchi o delle sedie che inizia all’ingresso e procede verso la parte anteriore della cappella, contribuisce a evidenziare l’azione unitaria del collegio riunito “in Pietro e intorno a lui”. Al contempo, tutti - compreso chi osserva - sono attratti verso l’altare e il tabernacolo in un incontro con il Cristo mistico presente nell’Eucaristia, il quale, nell’apparizione di Pasqua al Collegio Episcopale, ricordata da San Giovanni, è ritto in piedi in mezzo al collegio e “alita” o effonde il suo Spirito Santo (cfr. Gv 20, 19-29), conferendo loro l’autorità e il potere di Vescovi. Le due statue bronzee di San Pietro e San Paolo, situate nelle due nicchie in fondo alla Cappella, simboleggiano l’universalità della Chiesa e la vocazione dell’episcopato. Il suddetto tema è ribadito dalla decorazione della porta a vetri all’ingresso della Cappella: una mitra centrale recante le chiavi apostoliche a indicare Pietro, circondata da undici mitre che annunciano il tema della cappella. Le mitre sono riunite in un cerchio che indica la loro unità collegiale attraverso il dono della Comunione Trinitaria. Continuando sul tema della collegialità e della comunione del Collegio Apostolico, l’altare ricorda la prua di una barca che solleva delle onde. Il Nuovo Testamento contiene molti passaggi in cui una barca costituisce l’ambientazione di esperienze significative per gli apostoli come gruppo o collegio. Quando Gesù placa i venti e il mare, gli Apostoli, riuniti a bordo di un’imbarcazione, ricevono per la prima volta la rivelazione che Gesù è più di un semplice uomo. Essi si stupiscono: “Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all’acqua e gli obbediscono?” (cfr. Mt 8, 23-27; Lc 8, 22-25; Mc 4, 37-41). Gesù fa salire gli Apostoli su una barca in modo da trovarsi solo con loro per ammaestrarli (cfr. Mc 6, 32). Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù fa uscire gli Apostoli in barca sul mare di Galilea. Sebbene trascorra la notte in preghiera sulla collina, il Signore non perde mai di vista gli Apostoli. Quando si alza una tempesta, Gesù si dirige verso di loro camminando sulle acque e dicendo: “Sono io: non temete”. Una volta salito sulla barca, questa raggiunge immediatamente la riva e gli Apostoli rimangono perplessi, perché - come racconta Marco - non hanno compreso il significato della moltiplicazione dei pani e dei pesci (cfr. Gv 6, 16-21; Mt 14, 22-27; Mc 6, 45). La barca ha un significato speciale non soltanto per il Collegio Apostolico, ma per la persona di Pietro. Nella serie delle apparizioni pasquali, è dalla barca di Pietro che gli Apostoli (Pietro, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Bartolomeo e altri due), dopo aver pescato un’enorme quantità di pesci, riconoscono il Cristo Risorto sulla riva (cfr. Gv 21, 1-8). Gesù predica da una barca, presumibilmente quella di Pietro, alla folla riunita sulla sponda (cfr. Mt 13, 2; Mc 3, 9; 4, 1).La fede di Pietro è confermata da Cristo, di fronte agli altri Apostoli, dopo che Cristo gli ordina di venire a Lui camminando sulle acque. In seguito a questo episodio, gli Apostoli adorano il Signore ed esclamano: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!” (cfr. Mt 14, 28-33). In un altro episodio successivo alla Risurrezione, è dalla barca di Pietro che gli Apostoli, su richiesta di Gesù, calano le loro reti e fanno la pesca miracolosa. Pietro allora è quello che trae a riva la rete piena di pesci (cfr. Gv 21, 4-11), simbolo della Chiesa. Oltre alle associazioni appena menzionate, la barca ha anche un significato eucaristico per quanto riguarda il Collegio Apostolico e quindi avvalora l’uso di questo simbolo come base dell’altare che custodisce il Santissimo Sacramento. Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù si avvia con i suoi Apostoli su una barca, e pronuncia il suo sermone “sul lievito dei Farisei” (Mt 16, 5-12; Mc 8, 14). Un riferimento biblico all’Eucaristia, particolarmente significativo, si trova nel Vangelo di Marco. Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, che prefigura l’Eucaristia, le Scritture dicono che gli Apostoli non recarono con sé altro che “un solo pane” (cfr. Mc 8, 14). In questo, è implicito che Gesù è quel “solo pane” di Pane celeste. In questo caso Gesù cerca di far dire loro qual è il significato del miracolo dei pani e dei pesci oltre che delle Sue parole e dei Suoi ammaestramenti sull’Eucaristia in quell’evento miracoloso. La barca è usata anche come simbolo dell’intera Chiesa, spesso definita la “Barca di Pietro”. In questo senso, il crocifisso completa opportunamente l’albero dell’umile barca da pesca di Pietro. Il movimento della scultura, compreso quello dei pezzi di tessuto, simili a un sudario, che si trovano sul retro - un accenno al sudario e alla Risurrezione - rappresenta un’ulteriore associazione con l’opera dello Spirito Santo, che fornisce il “vento” per le vele della Barca di Pietro, vento che sempre sospinge la Chiesa in avanti nel tempo verso il Signore, in adempimento della promessa. Il semplice tabernacolo bronzeo reca i tradizionali covoni di grano e grappoli d’uva per l’Eucaristia. I pesci, che indicano Pietro il pescatore e la missione degli Apostoli che sono “pescatori di uomini” (Mt 4, 19; Mc 1, 17), si trovano anch’essi sul tabernacolo, sui candelabri e sulla lampada votiva. Il pesce è anche l’antico simbolo di Cristo, disegnato usando la parola greca ΙΧΘϒΣ, cioè “pesce”, che è anche l’acronimo della frase: “Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore”. Le stazioni della Croce, realizzate in madreperla in Palestina, richiamano la sequela di Cristo, la vocazione che i Vescovi condividono con ogni cristiano nella Chiesa. La statua di Maria, dedicata a Nostra Signora della Speranza, ricorda la presenza della Madonna fra gli Apostoli raccolti in preghiera nel Cenacolo. Ella tende la mano stupita davanti al prodigio della grazia di Dio, per accogliere la fiamma dell’amore dello Spirito Santo e consentirle di dare frutti. In quanto vera ancella e serva del Signore e del Suo Vangelo, e immagine della Chiesa che genera misticamente figli, Maria è la Madre degli Apostoli e dei loro successori. In effetti, gli Apostoli, riuniti intorno a Maria nella stanza superiore, la guardano come guarderebbero uno specchio in cui vedono se stessi come Chiesa, “Sposa di Cristo”. [00004-01.05] [NNNNN] [Testo originale: inglese] AVVISI - CONFERENZA STAMPA - “BRIEFING” - “POOL”- BOLLETTINO SYNODUS EPISCOPORUM - PIATTAFORMA MULTIMEDIALE DELLA RADIO VATICANA - COPERTURA TV IN DIRETTA - NOTIZIARIO TELEFONICO - ORARIO DI APERTURA DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE CONFERENZA STAMPA La prima Conferenza Stampa sui lavori sinodali (con la traduzione simultanea in italiano, inglese, francese) si terrà nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede lunedì 8 ottobre 2012 (dopo la Relatio ante disceptationem), alle ore 12.45 orientativamente. Interverranno: - S. Em. R. Card. Donald William WUERL, Arcivescovo di Washington (USA), Relatore Generale - S. E. R. Mons. Claudio Maria CELLI, Arcivescovo titolare di Civitanova, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali (CITTÀ DEL VATICANO), Presidente della Commissione per l’Informazione - Rev. P. Federico LOMBARDI, S.I., Direttore della Sala Stampa dell Santa Sede (CITTÀ DEL VATICANO), Segretario ex-ufficio della Commissione per l’Informazione La seconda Conferenza Stampa sui lavori sinodali (con la traduzione simultanea in italiano, inglese, francese) si terrà nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede giovedì 18 ottobre 2012 (dopo la Relatio post disceptationem), alle ore 12.45 orientativamente. Interverranno: - S. Em. R. Card. John TONG HON, Vescovo di Hong Kong (CINA), Presidente delegato - S. Em. R. Card. Francisco ROBLES ORTEGA, Arcivescovo di Guadalajara (MESSICO), Presidente delegato - S. Em. R. Card. Laurent MONSENGWO PASINYA, Arcivescovo di Kinshasa (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO), Presidente delegato - S.E.R. Mons. Ján BABJAK, S.I., Arcivescovo Metropolita di Prešov per i cattolici di rito bizantino, Presidente del Consiglio della Chiesa Slovacca (SLOVACCHIA), Vice-Presidente della Commissione per l’Informazione - Due membri della Commissione per l’Informazione - Rev. P. Federico LOMBARDI, S.I., Direttore della Sala Stampa dell Santa Sede (CITTÀ DEL VATICANO), Segretario ex-ufficio della Commissione per l’Informazione La terza Conferenza Stampa sui lavori sinodali (con la traduzione simultanea in italiano, inglese, francese) si terrà nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, venerdì 26 ottobre 2012 (dopo il Nuntius), alle ore 12.45 orientativamente. Interverranno: - S. Em. R. Card. Giuseppe BETORI, Arcivescovo di Firenze (ITALIA), Presidente della Commissione per il Messaggio - S. E. R. Mons. Pierre-Marie CARRÉ, Arcivescovo di Montpellier (FRANCIA), Segretario Speciale - Due membri della Commissione per il Messaggio - Rev. P. Federico LOMBARDI, S.I., Direttore della Sala Stampa dell Santa Sede (CITTÀ DEL VATICANO), Segretario ex-ufficio della Commissione per l’Informazione La quarta Conferenza Stampa sui lavori sinodali (con la traduzione simultanea in italiano, inglese, francese) si terrà nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, sabato 27 ottobre 2012 (dopo l’Elenchus finalis propositionum), alle ore 12.45 orientativamente. Interverranno: - S. Em. R. Card. Donald William WUERL, Arcivescovo di Washington (USA), Relatore Generale - S. E. R. Mons. Pierre-Marie CARRÉ, Arcivescovo di Montpellier (FRANCIA), Segretario Speciale - Un membro della Commissione per l’Informazione - Rev. P. Federico LOMBARDI, S.I., Direttore della Sala Stampa dell Santa Sede (CITTÀ DEL VATICANO), Segretario ex-ufficio della Commissione per l’Informazione I Signori operatori audiovisivi (cameramen e tecnici) e fotoreporter sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali per il permesso di accesso. “BRIEFING” Per una più efficace informazione sui lavori sinodali sono stati organizzati 5 gruppi linguistici per i Signori giornalisti accreditati. Qui di seguito sono riportati il luogo del “Briefing” e il nome dell’Addetto Stampa per ogni gruppo linguistico: Gruppo linguistico italiano Addetto Stampa: Rev. Mons. Giorgio COSTANTINO Luogo: Sala dei giornalisti, Sala Stampa della Santa Sede Gruppo linguistico inglese Addetto Stampa: Padre Thomas ROSICA, C.S.B. Luogo: Aula Giovanni Paolo II, Sala Stampa della Santa Sede Gruppo linguistico francese Addetto Stampa: Sig.ra Romilda FERRAUTO Luogo: Sala “Blu” 1° Piano, Sala Stampa della Santa Sede Gruppo linguistico spagnolo Addetto Stampa: Mons. José Maria GIL TAMAYO Luogo: Sala delle telecomunicazioni, Sala Stampa della Santa Sede Gruppo linguistico tedesco Addetto Stampa: Rev. Mons. Markus GRAULICH, S.D.B. Luogo: Sala Marconi, Radio Vaticana Nei seguenti giorni gli Addetti Stampa terranno “Briefing” orientativamente alle ore 13.30: - Martedì 9 ottobre 2012 - Mercoledì 10 ottobre 2012 - Giovedì 11 ottobre 2012 - Venerdì 12 ottobre 2012 - Sabato 13 ottobre 2012- Lunedì 15 ottobre 2012 - Martedì 16 ottobre 2012 - Mercoledì 17 ottobre 2012 - Venerdì 19 ottobre 2012 - Martedì 23 ottobre 2012 - Giovedì 25 ottobre 2012 Qualche volta gli Addetti stampa potranno essere accompagnati da un Padre sinodale o da un Esperto. I nominativi dei partecipanti ed eventuali cambiamenti alle date e all’orario di cui sopra saranno comunicati appena possibile. “POOL” Si prevedono “pool” di giornalisti accreditati per accedere all’Aula del Sinodo, in linea di massima per la preghiera di apertura delle Congregazioni Generali antemeridiane, nei giorni seguenti: - Lunedì 8 ottobre 2012 - Martedì 9 ottobre 2012 - Venerdì 12 ottobre 2012 - Sabato 13 ottobre 2012 - Lunedì 15 ottobre 2012 - Martedì 16 ottobre 2012 - Mercoledì 17 ottobre 2012 - Venerdì 19 ottobre 2012 - Sabato 20 ottobre 2012 - Martedì 23 ottobre 2012 - Venerdì 26 ottobre 2012 - Sabato 27 ottobre 2012 Nell’Ufficio Informazioni e Accreditamenti della Sala Stampa della Santa Sede (all’ingresso, a destra) saranno messe a disposizione dei redattori le liste d’iscrizione ai “pool”. Per i “pool” i fotoreporter e gli operatori TV sono pregati di rivolgersi al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. I partecipanti ai “pool” sono pregati di trovarsi alle ore 08.30 nel Settore Stampa, allestito all’esterno di fronte all’ingresso dell’Aula Paolo VI, da dove saranno accompagnati da un officiale della Sala Stampa della Santa Sede (per i redattori) e del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali (per i fotoreporter e troupe TV). È richiesto un abbigliamento confacente la circostanza. BOLLETTINO SYNODUS EPISCOPORUM Il Bollettino informativo della Commissione per l’informazione della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal titolo Synodus Episcoporum, pubblicato dalla Sala Stampa della Santa Sede, uscirà in 6 edizioni linguistiche (plurilingue, italiana, inglese, francese, spagnola e tedesca), con 2 numeri al giorno (antimeridiano e pomeridiano) o secondo necessità. Il numero antimeridiano uscirà a conclusione della Congregazione
Generale del mattino e il numero pomeridiano uscirà il mattino
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Bollettino Synodus Episcoporum - XIII Assemblea
Generale Ordinaria - 2012
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