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  DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO
DEGLI EDITORI DI LIBRI E RIVISTE
*

Sala del Concistoro - Domenica, 10 dicembre 1950

 

Dopo avere ammirato il ricco dono di libri, da voi destinati così alla Nostra biblioteca personale, come alla beneficenza libraria della Santa Sede, non possiamo mancare di manifestarvi la Nostra viva gratitudine, pregandovi di trasmettere l'espressione di questa Nostra riconoscenza anche a tutti coloro che hanno contribuito a così munifico omaggio.

Ma la vista di cotesta imponente raccolta di pregevolissime pubblicazioni Ci ha fatto altresì riflettere sul particolare significato dell'opera vostra.

Noi viviamo nell'epoca della cinematografia e della televisione. Senza dubbio ambedue hanno tratto a sè una notevole parte del tempo, che prima apparteneva alla parola stampata. Eppure accade che proprio esse creano al buon libro un accresciuto valore. Poichè, pur riconoscendo pienamente la importanza della tecnica e dell'arte del « film », tuttavia l'influsso unilaterale che esso esercita sull'uomo, e specialmente sulla gioventù, con la sua azione quasi puramente visiva, porta con sè un tale pericolo di decadimento intellettuale, che si comincia già a considerarlo come un pericolo per tutto il popolo. Tanto più quindi è officio del buon libro di educare il popolo ad una più profonda comprensione delle cose, a pensare e a riflettere.

Noi vi auguriamo quindi una sempre più intima consapevolezza della vostra responsabilità verso l'uomo, che prende in mano il vostro libro, e il cui più alto valore, il suo perfezionamento intellettuale e morale, deve, attraverso questa lettura, avanzare, progredire, e mai soffrire danno. Questa coscienza della vostra responsabilità, che è anche responsabilità dinanzi a Dio, vorremmo che fosse uno dei frutti del vostro Convegno; Convegno che è anche Pellegrinaggio.

La vostra pietà e il vostro senso religioso vi hanno ispirato il pensiero di prender parte, qui nel centro della Cristianità, a questo avvenimento mondiale dell'Anno Santo, a questo solenne spettacolo di una comunanza di fede, di sentimento e di amore, fondata in Dio e che sovrasta tutte le ristrettezze, le discordie, le meschinità umane, e unisce tutti i figli dell'orbe cattolico a formare un sol cuore e un'anima sola.

Possa questo pellegrinaggio giubilare darvi la consapevolezza che la forza di salute, di rinnovamento, di conforto, di luce, del Vangelo di Cristo non è per spegnersi. Il lume di Cristo sta dinanzi a nuove ascensioni e a nuovi splendori. Una cristianità giunta a una viva e profonda coscienza della sua fede e dei suoi ideali non ha alcun motivo di pusillanimità e di sgomento. Essa ha da dare alla umanità di oggi — e voi potete collaborare altamente a questa missione — assai più e di più grande e definitivo di quel che molti suppongono.

Con tali sentimenti ed auguri impartiamo di vero cuore a voi, alle vostre famiglie e ai vostri lavori la Nostra Apostolica Benedizione.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XII,
 Dodicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1950 - 1° marzo 1951, pp. 357 - 358
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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