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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
PER LA SCOMPARSA DI SUA SANTITÀ E BEATITUDINE ILIA II,
CATHOLICOS-PATRIARCA DI TUTTA LA GEORGIA,
ARCIVESCOVO DI MTSKHETA-TBILISI E METROPOLITA DI ABKHAZIA E BICHVINTA

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A Sua Eminenza Shio
Metropolita di Senaki
e Chkhorotsku
“Locum Tenens”
della Sede Patriarcale
Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Georgia

Ho appreso con profonda tristezza della morte di Sua Santità e Beatitudine Ilia II, Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia. Nell’inviare le mie sentite condoglianze, assicuro lei, Eminenza, il Santo Sinodo e tutta la Chiesa Ortodossa di Georgia della mia solidarietà fraterna nel vostro dolore. In questo delicato momento per il vostro popolo, mi unisco a voi nella preghiera e nel grato ricordo del Pastore e Padre che per tanti anni vi ha guidati con gentilezza, saggezza e forza evangelica.

Per tutta la sua lunga vita il Patriarca Ilia II è stato un testimone devoto della fede nel Cristo Risorto. Il suo ministero ha accompagnato il popolo georgiano attraverso tempi difficili e profondi cambiamenti epocali, custodendo con amore la tradizione e aprendo i cuori e le comunità alla speranza.

Vorrei anche ricordare la sua profonda passione per la musica, che è uno stimolo alla ricerca della bellezza di Dio e può unire popoli, avvicinando di più le Chiese al di là delle differenze culturali e teologiche.

Per molti anni è stato un padre spirituale, una voce di riconciliazione e un instancabile costruttore di unità. Ha incontrato due miei stimati predecessori — san Giovanni Paolo II e Papa Francesco — sempre in uno spirito di cordialità e di fraternità.

Mentre affidate questo fedele servitore al Signore, risuonano con forza le parole dell’Apostolo Paolo, che ci ricordano che la risurrezione di Gesù è il fondamento della nostra fede e la fonte della nostra speranza. Perché se Cristo non è risorto, vana è allora la nostra fede (cfr. 1 Cor 15, 14). Dinanzi alla morte di un Pastore, dunque, i nostri cuori non cedono alla disperazione. Si aprono invece alla certezza che la vita non è tolta ma trasformata.

Con questi sentimenti, le esprimo, Eminenza, la mia vicinanza fraterna mentre porta il peso del ministero di Locum Tenens. Prego perché il Signore le conceda luce, discernimento e fortezza, di modo che possa accompagnare la Chiesa Ortodossa di Georgia con la stessa carità pastorale che ha animato il Patriarca defunto. Chiedo alla Santissima Madre di Dio di proteggere lei, Eminenza, il Santo Sinodo e l’intero popolo georgiano con il suo manto di consolazione e di amore.

Dal Vaticano, 18 marzo 2026

Leone PP. XIV

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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 67, lunedì 23 marzo 2026, p. 3.