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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AL CARD. ALBINO LUCIANI,
PRESIDENTE DEL COMITATO PROMOTORE
DELL’«INDEX THOMISTICUS»

Lunedì, 20 maggio 1974

 

È grande la nostra gioia nell'accogliere oggi Lei, Signor Cardinale Luciani, Presidente del Comitato Promotore dell’ Index Thomisticus, e le altre personalità, venute a presentarci in dono i primi cinque volumi di quella poderosa opera, di cui ci offrite le liete primizie.

È ben significativo il fatto che i primi volumi dell’Index, frutto di una appassionata e tenace collaborazione di ormai oltre venticinque anni, vedano la luce in questo settimo centenario della morte del grande Aquinate. Lode a voi tutti, che in questa realizzazione avete merito primario: alla Compagnia di Gesù che le ha fornito uomini di grande preparazione, espressione di quella vitalità e probità scientifica di cui è centro l’«Aloysianum» di Gallarate; lode agli studiosi, religiosi e laici, che tanto efficacemente hanno impegnato la loro non comune cultura in questa impresa; lode ai responsabili dell’IBM, che hanno messo a disposizione di un’opera culturale e spirituale le stupende possibilità delle loro apparecchiature elettroniche; lode infine ai generosi finanziatori, che col loro disinteressato appoggio hanno facilitato e accelerato il compimento dell’immane lavoro. Vorremmo nominare ad una ad una tante e così benemerite persone: ma ci sia lecito almeno rivolgere il nostro pubblico elogio al Padre Roberto Busa S.I., vero ideatore e promotore della iniziativa, che ha continuato a crederci e a sperarci fin dal 1946, ed è stato l’anima di tutta la complessa attività, di cui la documentazione, peraltro già ben nota, parla con l’eloquenza delle sue cifre semplicemente strabilianti.

Noi siamo ammirati per il risultato di questi primi volumi, che vediamo qui freschi di stampa, e che auspichiamo continuino ad apparire con ogni regolarità, per la soddisfazione e l’utilità degli studiosi e per l’incremento degli studi tomistici, nonché lessicali della latinità scolastica. Abbiamo già detto altre volte il nostro elogio e il nostro stupore per il singolare connubio della tecnica più avanzata, ch’è come il simbolo e la cifra della moderna civiltà, con una delle espressioni più alte del pensiero cristiano, qual è l’opera di San Tommaso d’Aquino: e ancora ricordiamo l’incontro del 17 dicembre 1956, per l’inaugurazione del primo Centro di elaborazione all’«Aloysianum»; e l’Udienza del 19 giugno 1964, quando notavamo appunto il prodigio offertoci in questo campo dalla scienza e dalla tecnica, e sottolineavamo come non lo spirito fosse fatto «prigioniero della materia», ma fosse questa, «già domata e obbligata a eseguire leggi dello spirito», a offrire «allo spirito stesso un sublime ossequio» (Insegnamenti, II, 1964, pp. 399-400).

Il carattere confidenziale e raccolto di questo incontro non ci permette di approfondire oltre, come pur la cosa in sé meriterebbe, il valore che essa porta con sé inequivocabilmente. Ma non possiamo non accennare almeno di passaggio ad altri significati dell’avvenimento odierno: e cioè, anzitutto, il «ritorno» di San Tommaso in modo certo inaspettato, ma formidabile, a convalidare la saggia indicazione che il Supremo Magistero ha dato di lui come di guida autorevole e insostituibile degli studi filosofici e teologici, e che il Vaticano II ha confermato, parlando di lui come del «maestro» perenne (Optatam totius, 16), specialmente per le Università cattoliche (Gravissimum Educationis. 10); e perciò l’Index viene a ribadire che, ancora una volta, per costruire qualcosa di valido bisogna pur sempre fare i conti, lasciateci dire, con l’Aquinate.

E, secondo, dal fatto che le sue innumerevoli opere siano state ora tutte raccolte, e vivisezionate, e ordinate per comporre questi indici e queste concordanze non si può non attendersi un positivo contributo di luce, di chiarezza, di ordine, per gli odierni studi non solo di filosofia, o di linguistica, o semantica, ecc., ma per «lo studio» in assoluto, per far ritrovare punti fermi dopo certe avventure lacrimevoli partite da improvvisazione, da leggerezza, soprattutto dallo sganciamento oltre che dai metodi validi della logica e della gnoseologia, dalle matrici stesse del pensiero cristiano, dall’alveo sicuro ove scorre il fiume pacato e possente della tradizione.

Grazie a voi, che ci offrite questi motivi di riflessione e di esame di coscienza; onore al vostro impegno di straordinaria fatica; e coraggio per la lunga via che vi resta da percorrere. A tutti ottenga luce e forza San Tommaso, e interceda per voi presso Dio Trinità, Principio senza principio, Verità somma e Amore increato, nel Cui Nome vi benediciamo.

We wish to add in English a word of gratitude to all those who have collaborated diligently to produce the Index Thomisticus. We realize the extraordinary value of this work and the increased possibilities it offers to this generation and to future ones to draw from the learning of Saint Thomas. We have called for genuine Christian renewal in the Church of God: it is indeed a profound desire of our pontificate that it should come about. And it is our hope that this publication may prove an apt means of opening up more widely treasures of wisdom and knowledge that will in turn serve to further the renewal of minds and hearts.

                      



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