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PAPA FRANCESCO

MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA
DOMUS SANCTAE MARTHAE

La grazia delle lacrime

Martedì, 2 aprile 2013

 

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 77, Mart. - Merc. 02-03/04/2013)

 

È una grazia speciale quella che Papa Francesco invita a chiedere: la grazia delle lacrime. Perché «sono proprio le lacrime che ci preparano a vedere Gesù». Lo ha spiegato martedì mattina, 2 aprile, durante la messa celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae, alla quale, come di consueto ormai, ha partecipato un gruppo di dipendenti vaticani. Questa volta è toccato agli agenti del Corpo della Gendarmeria e dei Vigili del Fuoco della Città del Vaticano, guidati dal comandante Domenico Giani.

Commentando l’episodio del vangelo di Giovanni dove è riferita la frase pronunciata da Maria di Magdala «Ho visto il Signore!» dopo avergli lavato con le sue lacrime i piedi, asciugati poi con i capelli (cfr. Giovanni, 20, 11-18), Papa Francesco ha ricordato che Gesù ha perdonato i tanti peccati di questa donna, perché «ha tanto amato». Quindi ha riproposto la testimonianza offerta dalla donna «disprezzata da quelli che si ritenevano giusti» nel momento in cui deve affrontare «il fallimento di tutte le sue speranze. Il suo amore — ha detto — non c’è più e piange. È il momento del buio». Eppure essa «non dice “ho fallito”. Strano no? Piange semplicemente. Vedete, alle volte nella nostra vita gli occhiali per vedere Gesù sono le lacrime. C’è un momento nella nostra vita che solo le lacrime ci preparano a vedere Gesù. E quale è il messaggio di questa donna? “Ho visto il Signore”». È un esempio «per il cammino della nostra vita. Tutti noi — ha aggiunto il Papa — abbiamo, nella nostra vita, attraversato dei momenti di gioia, dei dolori, delle tristezze, tutti siamo passati per queste cose. Ma, e lascio cadere una domanda, abbiamo pianto? Nei momenti più scuri, abbiamo pianto? Abbiamo avuto quel dono delle lacrime che preparano gli occhi a vedere il Signore? Vedendo questa donna che piange possiamo anche noi domandare al Signore la grazia delle lacrime. È una bella grazia. Una bella grazia. Piangere è frutto di tutto: del bene, dei nostri peccati, delle grazie, della gioia pure; piangere di gioia! Quella gioia che noi abbiamo chiesto di avere in cielo e che adesso pregustiamo. Piangere. Il pianto ci prepara a vedere Gesù. E il Signore ci dia la grazia, a tutti noi, di poter dire con la nostra vita “ho visto il Signore”. “Perché, ti è apparso?”. “No, non so; ma l’ho visto, l’ho visto nel cuore. E perché l’ho visto vivo in questa maniera”. Questa è la testimonianza. “Ho visto il Signore”, bello! E che tutti noi possiamo dare questa testimonianza: “vivo così perché ho visto il Signore”».

Conclusa la messa, il Papa si è intrattenuto a salutare tutti i presenti. Tra i concelebranti, erano i cappellani del Corpo della Gendarmeria padre Schiavella e don Pellini.

 



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