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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
PER LA "CAMPANHA DA FRATERNIDADE"
DELLA CONFERENZA NAZIONALE DEI VESCOVI DEL BRASILE

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Cari fratelli e sorelle del Brasile,

«è arrivato il tempo sacro che ci esorta ad umiliare la nostra anima con le preghiere e con i digiuni e a castigare il nostro corpo più che negli altri tempi dell’anno» (Discorso 210). Così scrisse sant’Agostino in uno dei suoi discorsi sul tempo liturgico che stiamo per iniziare, durante il quale riceviamo una speciale chiamata di Dio a una conversione autentica, orientando nuovamente tutta la nostra vita a Lui, seguendo, attraverso il digiuno e la penitenza, i passi di Nostro Signore che si ritirò nel deserto per quaranta giorni. In questo tempo di intensa preghiera, siamo anche invitati a praticare con rinnovato impegno la virtù della carità verso i più poveri e bisognosi, con i quali Cristo stesso si identifica (cfr. Mt 25, 35-40). Lo Spirito Santo, autore della nostra santificazione, ci guidi lungo questo cammino.

Con l’intento di animare il popolo fedele in ogni percorso quaresimale, sono più di sessant’anni che la Chiesa in Brasile realizza la Campagna di Fraternità, momento in cui, come comunità di fede, rivolge la sua azione pastorale e caritativa ai poveri, i veri destinatari del nostro amore preferenziale, come ho voluto ricordare nell’Esortazione apostolica Dilexi te: convinti che «esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri» (n. 36), «dobbiamo impegnarci sempre di più a risolvere le cause strutturali della povertà» (n. 94). Analogamente a quanto fatto nel 1993, quest’anno, ispirati dal motto «Venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14), la proposta presentata è di volgere lo sguardo ai nostri fratelli che soffrono per la mancanza di una abitazione dignitosa.

Il mio santo predecessore, san Giovanni Paolo II, invitava a rivolgere l’attenzione «ai milioni di esseri umani privi di un’abitazione adeguata o addirittura senza abitazione alcuna, al fine di risvegliare la coscienza di tutti e trovare una soluzione a questo grave problema che ha conseguenze negative sul piano individuale, familiare e sociale», affermando che «la mancanza di abitazioni, che è un problema di per se stesso assai grave, è da considerare segno e sintesi di tutta una serie di insufficienze economiche, sociali, culturali o semplicemente umane» (Sollicitudo rei socialis, n. 17).

In tal senso, auspico che la riflessione sulla dura realtà della mancanza di un’abitazione dignitosa, che riguarda tanti nostri fratelli, non conduca soltanto ad azioni isolate — indubbiamente necessarie — che vadano in loro aiuto in modo emergenziale, ma generi in tutti la consapevolezza che la condivisione dei doni che il Signore generosamente ci concede non può limitarsi a un periodo dell’anno, a una campagna o ad alcune azioni puntuali, ma deve essere un atteggiamento costante, che ci impegna ad andare incontro a Cristo presente in quanti non hanno dove abitare.

Desidero inoltre, cari fratelli e sorelle, che le iniziative nate a partire dalla Campagna di Fraternità possano ispirare le autorità governative a promuovere politiche pubbliche, affinché, lavorando tutti insieme, sia possibile offrire alla popolazione più bisognosa miglioramenti significativi nelle condizioni abitative.

Affido questi voti alle cure di Nostra Signora, che non trovò dimora a Betlemme per dare alla luce il Redentore, ma che ha la sua casa, come Regina e Patrona del Brasile, nel Santuario nazionale di Aparecida. E come pegno di abbondanti grazie, imparto di buon grado ai figli e alle figlie dell’amata nazione brasiliana, in particolare a quanti si impegnano affinché tutti abbiano un’abitazione dignitosa, la Benedizione Apostolica.

Vaticano, 11 febbraio 2026,
memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes.

LEONE PP. XIV

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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 40, mercoledì 18 febbraio 2026, p. 4.